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La vie en rose (2007)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La vie en rose: minimo
Ritmo ritmo in La vie en rose: presente
Impegno impegno in La vie en rose: presente
Tensione tensione in La vie en rose: presente
Erotismo erotismo in La vie en rose: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a La vie en rose

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a La vie en rose (voti: 60 media: 3,28) 60

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La trama

Un ritratto della celebre e sventurata cantante francese.

La vita di Edith Giovanna Gassion, meglio nota come Edith Piaf, dal 1915 al 1963: dall'infanzia difficile (viene abbandonata dalla madre, cresce in un bordello, è obbligata a esibirsi per strada con il padre) fino al successo in Francia e a New York. Si susseguono poi la sfortunata storia d'amore con il pugile Marcel Cerdan, i gravi problemi di salute, l'abbandono delle scene... 

Il titolo originale fa riferimento al primo nome d'arte assunto dalla cantante parigina. Marion Cotillard si cala nei panni dello sfortunato "passerotto" con grande mimetismo. Dal canto suo, Gérard Depardieu interpreta il suo talent scout.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Emanuela Martini - FilmTV n. 19/2007

Appassionato mélo sulla vita di Edith Piaf che solo in parte riesce a evitare lo stereotipo del mito

«Non credo che l'essere infelici sia un prerequisito per essere grandi artisti, o anche solo artisti. Al contrario, si deve far di tutto per non essere infelici», ha detto Olivier Dahan a proposito della protagonista del suo film, La vie en rose. Protagonista imponente, anche se fragile, e tale da incutere timore a qualsiasi cineasta: Edith Piaf, icona della musica, minuta, nervosa e presto minata nel fisico, ma dotata di una delle voci più appassionate e appassionanti del mondo. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di LorCio scritta il 13/08/2009 - utile per 2 utenti

Voto al film: voto sufficiente

“È mia!” esulta disperata l’esule in patria di se stessa Edith Piaf al primo ascolto di “Non, Je Ne Regrette Rien”. Proprio questo brano fa parte della ristretta categoria di canzoni che raccontano di un personaggio più di mille biografie (non autorizzate). Non è un caso che il momento più struggente del biopic sulla più celebre cantante francese sia l’esecuzione di “Non, Je Ne Regrette Rien” all’Olympia di Parigi. Sarà forse per la paurosa interpretazione di Marion Cotillard, più Piaf della Piaf con il corpo martoriato dall’artrite e dagli eccessi e lo spirito disperatamente ed inutilmente combattente. Ma quei tre minuti finali sono assolutamente impressionanti per l’atmosfera da canto del cigno (anzi, del passerotto) che avvolge la scena, per gli sguardi del pubblico, per quanto diamine è tremendamente bella quella canzone. Forse quei tre minuti valgono quanto centoquaranta minuti di film. Con ciò che voglio dire? Voglio dire che “Le vie en rose” (praticamente, secondo la distribuzione italiana, se noi facessimo un film su Mia Martini dovremmo chiamarlo “Almeno tu nell’universo”) non è certamente un film indimenticabile, e i motivi sono ben identificabili in due campi: contaminazione tra generi e stile. L’idea di fondo di unire il racconto di una vita che sembra un romanzo con il tono del mèlo d’altri tempi (una vita in rosa scuro quasi nero, porella) è molto interessante, ma i risultati non sono probabilmente eccelsi. Se da una parte non si può che lodare il tentativo di non-romanzare la storia, ma di raccontarla semplicemente in modo romanzesco, dall’altra non si può tacere sul didascalismo ben evidente nell’esposizione dei fatti e sul mancato raggiungimento di una sintesi tra le componenti in campo (esempio: l’incontro di pugilato per il titolo di campione del mondo, stilisticamente considerabile puro cinema anacronisticamente sbagliato). Dopotutto, però, condensare in due ore abbondanti un’esistenza travagliatissima e condita da tutti gli ingredienti per renderla più grande della vita stessa (infanzia difficile, successo clamoroso, emarginazione artistica, resurrezioni varie, tossicodipendenza, parecchi eccessi, tragica morte del grande amore, malattia destabilizzante, disperazione disillusa, grande rentrèe scenica, giovane morte – qualcos’altro?) non era affatto facile, e il regista, a conti fatti, può ritenere di aver realizzato un’opera abbastanza rischiosa (non c’è una linearità temporale, ma un intrigante viaggio spazio-temporale in cui si passa dagli anni trenta ai sessanta con classe ed eleganza) con esiti interessanti (qualche scena da ricordare: l’incontro con Marlene Dietrich, la comunicazione della morte di Machan, l’intervista in riva al mare, il “Padam” detto all’orchestra, il primo ascolto di “Non, Je Ne Regrette Rien”). Certo, con un budget del genere (grande produzione europea) e con un cast così composito (da Depardieu a Segneir passando per Coreau) si poteva fare di più. In questo patinato e viscerale romanzo d’appendice, Cottilard fa la parte della straripante leonessa in un’interpretazione estremamente mimetica e di inappuntabile fedeltà, premiata con l’Oscar per la miglior attrice (nell’anno che avrebbe dovuto vedere trionfare l’immensa Julie Christie di “Lontano da lei”), per la seconda volta nella storia assegnato ad un’attrice non anglosassone (la prima volta fu Sophia Loren in versione Ciociara).
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Opinioni su La vie en rose


18 aprile 2012 Opinione di slim spaccabecco su "La vie en rose"
slim spaccabecco

Un melò melenso e che soffre di una lungaggine che lo danneggia. C'è anche da dire che se fosse stato un biopic di un italiano l'attenzione sarebbe stata maggiore; ma così cala subito abbastanza precipitosamente, nonostante la buona prova degli attori, comunque di primo piano e in forma.

voto al film: slim spaccabecco assegna il voto sufficiente a La vie en rose (2007)


28 luglio 2010 Opinione di Utente rimosso (ohmeye) su "La vie en rose"
Utente rimosso (ohmeye)

Francamente mi aspettavo di meglio. Però mi aspettavo anche di peggio. Nel senso che dai francesi uno si aspetta sempre molto, e puntualmente rimane deluso quando vogliono scimmiottare gli americani. All'inizio sembra il solito film biografico americano, con tutti gli stereotipi, l'infanzia infelice, i genitori disgraziati ma che vogliono bene al nostro futuro eroe etc. etc. Poi comincia ad alzarsi lentamente, imbrocca un paio di scene, un po' di sequenze, anche se si dibatte sempre...

voto al film: Utente rimosso (ohmeye) assegna il voto sufficiente a La vie en rose (2007)



24 luglio 2010 Opinione di chribio1 su "La vie en rose"
chribio1

film biografico ben costruito e ben interpretato.voto.6.

voto al film: chribio1 assegna il voto sufficiente a La vie en rose (2007)


17 febbraio 2010 Opinione di Mr Kleinman su "La vie en rose"
Mr Kleinman

  Film di sicuro impatto emotivo, che riporta in scena trionfi e tragedie della breve vita di Edith Piaf. Le carte vincenti sono la protagonista Marion Cotillard, che più che interprete è una perfetta imitatrice,( e nel caso di un personaggio così particolare è la scelta migliore) e un continuo e discontinuo andirivieni di flashback e anticipazioni che pur con qualche riserva, ne fa sicuramente un film originale. La fotografia scura e fumosa è inerte,...

voto al film: Mr Kleinman assegna il voto buono a La vie en rose (2007)



27 ottobre 2009 Opinione di ceo_85 su "La vie en rose"
ceo_85

Biopic interessante e ben ricostruito, ma che come spesso accade al genere eccede in perfezionismo, rendendo il tutto freddo e distante. Nonostante ciò, il film risulta piuttosto interessante, merito dell'ottima performance dei protagonisti capeggiati da una Cotillard strepitosa. Se il film fosse durato 20 minuti in meno, e si fosse evitaro una certa ridondanza in alcune sequenze, ci troveremmo dinanzi un film più accessibile, invece resta pienamente apprezzabile solo dagli...

voto al film: ceo_85 assegna il voto sufficiente a La vie en rose (2007)


27 settembre 2009 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "La vie en rose"
Utente rimosso (signor joshua)

Che Edith Piaf non abbia avuto una vita felice si sapeva, ma questo film non altro che una disgrazia, grande o piccola che sia, dietro l' altra : gli muore la mamma, il padre va in guerra, viene maltrattata, viene malnutrita, viene adottata da delle prostitute in bordello, diventa ceca, diventa una prostituta, viene accusata di omicidio, si droga, beve quanto una spugna, l' amore della sua vita fa un incidente aereo e muore, gli viene una malattia al fegato gravissima, gli muore un figlio,...

voto al film: Utente rimosso (signor joshua) assegna il voto sufficiente a La vie en rose (2007)



13 agosto 2009 Opinione di LorCio su "La vie en rose"
LorCio

“È mia!” esulta disperata l’esule in patria di se stessa Edith Piaf al primo ascolto di “Non, Je Ne Regrette Rien”. Proprio questo brano fa parte della ristretta categoria di canzoni che raccontano di un personaggio più di mille biografie (non autorizzate). Non è un caso che il momento più struggente del biopic sulla più celebre cantante francese sia l’esecuzione di “Non, Je Ne Regrette Rien” all’Olympia...

voto al film: LorCio assegna il voto sufficiente a La vie en rose (2007)

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19 giugno 2009 Opinione di steno79 su "La vie en rose"
steno79

Questa biografia cinematografica di Edith Piaf non mi convince fino in fondo : interessante nella sua frantumazione temporale e nella destrutturazione della storia, che permette un approccio più originale al personaggio, ma la sostanza della rappresentazione è scontata, con stereotipi melodrammatici da romanzo d'appendice e un eccesso di scene madri fin troppo cariche emotivamente. Marion Cotillard si cala con estrema convinzione nel personaggio, accetta di imbruttirsi e vince un Oscar :...

voto al film: steno79 assegna il voto sufficiente a La vie en rose (2007)



12 aprile 2009 Opinione di supadany su "La vie en rose"
supadany

VOTO : 6,5. Non è mai facile fare un biopic di livello che valga la pena di essere visto. Il personaggio su cui si base questo film (Edith Piaf) si presta parecchio alla cosa essendo caratterizzato da tante sfumature, da fortune alternate a sfortuna, una vita da “rock star” piena di sali scendi. Di materiale umano ce ne è quindi parecchio ed il regista (Olivier Dahan) attinge appieno il più possibile. Il risultato nel complesso è sicuramente discreto anche se a volte si ha la...

voto al film: supadany assegna il voto sufficiente a La vie en rose (2007)


4 ottobre 2008 Opinione di emmepi8 su "La vie en rose"
emmepi8

Una voce che fa eccezione, almeno per me, nel panorama femminile francese classico, l'unica a cui l'accento fortemente francese lo si fonde con il sound della musica. Una vita che fa storia da sé, ma che al cinema non ha vauto mai fortuna, c'è stato un altro tentativo, puntando più sulla sua storia amorosa com Marcel il pugile, ma anche qui fallì; forse i francesi sono talmente attaccati a questo mito che non riescono a lavorarci bene dentro e farne una storia cinematografica, che in...

voto al film: emmepi8 assegna il voto sufficiente a La vie en rose (2007)




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