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L'uomo dell'anno (2006)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'uomo dell'anno: presente
Ritmo ritmo in L'uomo dell'anno: presente
Impegno impegno in L'uomo dell'anno: presente
Tensione tensione in L'uomo dell'anno: minimo
Erotismo erotismo in L'uomo dell'anno: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a L'uomo dell'anno

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a L'uomo dell'anno (voti: 54 media: 2,98) 54

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La trama

Uno showman alla Casa Bianca.

Tom Dobbs, uno spregiudicato comico televisivo che conduce un talk show politico, decide di candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti come indipendente. Grande è lo stupore quando si scopre che ha avuto la maggioranza dei voti: in realtà c'è sotto un inghippo che la scrupolosa Eleanor Green vuole svelare, mettendo a repentaglio la sua stessa esistenza... 

La parte più riuscita è la prima, dove si descrivono i rapporti tra il mondo dello spettacolo e della pubblicità e quello della politica. Il merito è anche di un Williams che (pur sminuito dal doppiaggio, com'era inevitabile) dà un'apprezzabile prova di sobrietà nel tenere a briglia corta il proprio istrionismo.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Morando Morandini - FilmTV n. 20/2007

Un comico televisivo viene eletto per sbaglio Presidente degli Stati Uniti. Da Hollywood un altro film antiBush Jr.

Passano i semestri e da Hollywood e dintorni (gli indipendenti più o meno presunti) continuano ad arrivare i film antiBush Jr. Lo è, in una certa misura, anche Man of the Year: molto indiretta e piuttosto cauta, come si addice a Levinson, democratico sincero e moderato, che l'ha anche prodotto e scritto. Regista medio ed eclettico nei generi, con soprassalti creativi, Levinson (1942) non fa mai dimenticare che, in fondo, è un bravo sceneggiatore passato alla regia e che, efficace direttore di recitazione, si è messo troppo spesso, specialmente negli ultimi anni, al servizio di star in caccia di premi Oscar. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di PompiereFI scritta il 02/02/2012 - utile per 9 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Una cosa tira l’altra. Una introduzione da film comedy tira una traccia di tipico stampo politico, poi un’altra sentimentale, e infine una thriller. Il pastiche così creato è incerto sulla direzione da prendere, e il significato dell’operazione ne risente. L’inizio è la cosa migliore: Tom Dobbs con due “b” (Robin Williams) è un comico televisivo istrionico e supersimpatico che si candida, un po’ per gioco un po’ per autopromozione, alla presidenza degli Stati Uniti. Ironico e graffiante, mette alla berlina con disinvoltura le istituzioni politiche, le loro indifendibili magagne economiche ed etiche. Un comico come presidente non sarebbe poi questa grande novità: basta dare un’occhiata ai Capi di Stato che si succedono nel mondo.
 
Grazie a un montaggio serrato che valorizza il ritmo e l’idea del trascorrere del tempo, la scelta di candidarsi, la campagna elettorale e l’elezione si susseguono in un battito di ciglia, potenziati da uno script lucido e disinvolto. Nella sequenza del dibattito presidenziale il film da’ il meglio di se: insieme ai candidati repubblicano e democratico, l’indipendente Dobbs smaschera la farsa dei confronti politici in tv, dove di solito si cerca di non pestarsi troppo i piedi per ribadire con falsi sorrisi quelle promesse che sappiamo essere irrealizzabili utopie. Dobbs con due “b” sembra un vero esponente di quella rivoluzione libertaria che darebbe nuova linfa a qualsiasi paese; uno scossone che inviterebbe a tenere gli occhi ben aperti sulla gestione delle realtà sociali.
 
L’anchorman televisivo piace al popolo americano mentre ricorda loro di non essere  rappresentati a sufficienza: c’è un clamoroso vuoto nel panorama politico, e Tom decide di infilarcisi. In questo modo spera di riempire quelle parentesi di umorismo mancato, di esile mordente, e di incidere direttamente e semplicemente sui problemi effettivi piuttosto che girare intorno alla questione con parole inutili e fumose.
Le difficoltà sul tappeto sono molteplici: istruzione, problemi ambientali, l’appoggio delle lobby ai partiti, i troppi soldi spesi per le campagne elettorali. Ogni tanto fa capolino anche la religione, e c’è il tempo per riformulare l’idea di un Papa brasiliano incline alle danze al posto del guerrafondaio tedesco (non è il solo riferimento all’Italia: aguzzate le orecchie e avrete l’opportunità di scorgere Paolo Conte e Cicciolina!).
 
Tutto sembra procedere tranquillo sui binari di un “politically incorrect movie”. Poi, l’impantanamento. Si comincia con una piccola venatura thriller che diventa via via più grande a causa delle implicazioni narrative, e si prosegue con un coinvolgimento sentimentale che ritarda le tempistiche del giallo, il quale resta abbandonato a gridare vendetta.
 
Vengono coinvolti l’esperto legale e l’amministratore delegato della Delacroy, due eminenti figure di una società produttrice di un software innovativo che consente di contabilizzare il voto delle elezioni. ESPANDI +
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Opinioni su L'uomo dell'anno


2 febbraio 2012 Opinione di PompiereFI su "L'uomo dell'anno"
PompiereFI

Una cosa tira l’altra. Una introduzione da film comedy tira una traccia di tipico stampo politico, poi un’altra sentimentale, e infine una thriller. Il pastiche così creato è incerto sulla direzione da prendere, e il significato dell’operazione ne risente. L’inizio è la cosa migliore: Tom Dobbs con due “b” (Robin Williams) è un comico televisivo istrionico e supersimpatico che si candida, un po’ per gioco un po’ per autopromozione, alla presidenza degli Stati Uniti....

voto al film: PompiereFI assegna il voto sufficiente a L'uomo dell'anno (2006)

nessun commento
[utile per 9 utenti]

6 marzo 2011 Opinione di Paul Hackett su "L'uomo dell'anno"
Paul Hackett

Nella vita ci sono poche certezze, una di queste è Barry Levinson: i film del regista americano sono sempre formalmente perfetti e anche questo "L'uomo dell'anno" non fa eccezione. Direzione impeccabile, un grande cast (grandiosa e sottovalutata come sempre Laura Linney), una splendida fotografia, una bella colonna sonora. Il problema dei film di Levinson, purtroppo, sono i contenuti che non sempre sono all'altezza della magnifica confezione. "L'uomo dell'anno" comincia come...

voto al film: Paul Hackett assegna il voto sufficiente a L'uomo dell'anno (2006)

nessun commento
[utile per 4 utenti]


15 agosto 2010 Opinione di mm40 su "L'uomo dell'anno"
mm40

Fantasia o realtà? Negli Usa avevano già visto tutto da un pezzo e Levinson - anche sceneggiatore - ci ha voluto così raccontare con qualche anno di anticipo quello che sarebbe successo in Italia (e con ogni probabilità anche altrove) all'inizio del secondo decennio del ventunesimo secolo; come sempre gli americani dettano il passo e ciò accade perfino in questioni delicate e spinose come questa, che non colpisce semplicemente la politica nelle sue vesti...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a L'uomo dell'anno (2006)


20 maggio 2010 Opinione di jonas su "L'uomo dell'anno"
jonas

Fantapolitica leggera leggera, che sfiora temi alti ma poi preferisce le soluzioni più scontate e i bersagli più facili da colpire (politici di professione, industriali senza scrupoli). La situazione di partenza viene impostata bene, ma dopo i primi 30’ il film abbandona ogni verosimiglianza (un presidente eletto che gioca alla guerra nei boschi insieme al suo staff, ma via...), si perde in una prolissa sottotrama thriller e approda a un finale accomodante (forse, tutto...

voto al film: jonas assegna il voto sufficiente a L'uomo dell'anno (2006)



10 marzo 2010 Opinione di argo su "L'uomo dell'anno"
argo

Carino,  certamente da vedere soprattutto per Robin Williams, per il resto il film scorre tranquillamente senza chissà che enfasi ma tutto sommato abbastanza piacevolmente.

voto al film: argo assegna il voto sufficiente a L'uomo dell'anno (2006)


6 novembre 2009 Opinione di fornarolo su "L'uomo dell'anno"
fornarolo

Un buon soggetto, da cui si sarebbe potuto trarre un film arguto e graffiante, se ci fossero stati sceneggiatori e regista capaci. Invece ne è uscito un pasticcio che non fa né ridere né riflettere, un film senza il coraggio di sviluppare la situazione paradossale su cui si fonda.

voto al film: fornarolo assegna il voto mediocre a L'uomo dell'anno (2006)



24 luglio 2009 Opinione di Del Piero su "L'uomo dell'anno"
Del Piero

credevo sarebbe stato divertente...........

voto al film: Del Piero assegna il voto mediocre a L'uomo dell'anno (2006)


13 febbraio 2009 Opinione di Derzu su "L'uomo dell'anno"
Derzu

Cosa avrebbero fatto i nostri beneamati politici al posto del buon Tom Dobbs?..... Film dai buoni sentimenti.... Adatto a chi crede ancora nella politica e nelle istituzioni. Voto 6

voto al film: Derzu assegna il voto sufficiente a L'uomo dell'anno (2006)



2 maggio 2008 Opinione di bradipo68 su "L'uomo dell'anno"
bradipo68

Lo spunto è decisamente buono:che cosa succederebbe se un uomo di spettacolo che osserva la realta'che lo circonda con arguto disincanto si presentasse per essere eletto presidente degli Stati Uniti?Visto il film dispiace che alla fine vinca la deriva buonista dell'onesta'a tutti i costi...Perche'negli Usa è gia'successo che qualcuno vincesse le elezioni per errori nel sistema di votazione(vi ricordate la prima elezione di Bush jr?E l'errore,o meglio il furto,veniva dalla Florida il cui...

voto al film: bradipo68 assegna il voto sufficiente a L'uomo dell'anno (2006)


16 aprile 2008 Opinione di maxcalifornia su "L'uomo dell'anno"
maxcalifornia

La prima parte del film è divertente, ricco di battute da varietà e la campagna elettorale è curiosa e spassosa. Dopo la metà del film, si sprofonda e la noia è in agguato. Tutto sommato è un film pungente e divertente grazie alla straordinaria presenza di Robin Williams.

voto al film: maxcalifornia assegna il voto sufficiente a L'uomo dell'anno (2006)




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