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L'ultima missione (2008)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'ultima missione: assente
Ritmo ritmo in L'ultima missione: forte
Impegno impegno in L'ultima missione: presente
Tensione tensione in L'ultima missione: presente
Erotismo erotismo in L'ultima missione: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a L'ultima missione

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a L'ultima missione (voti: 71 media: 3,76) 71

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La trama

Schneider è un poliziotto francese vicino allo zero esistenziale avviato verso la fine di una carriera alla quale non ha più molto da offrire. Nel mezzo di questo declino la vita sembra offrirgli un'occasione di riscatto: la protezione di una donna, Justine, la cui famiglia fu annientata da un serial killer 25 anni fa e che ora è tornato in libertà (e in azione). 

Liberamente tratto da "L'ingenuità delle opere fallite" di Hugues Pagan (ex poliziotto, come il regista Marchal, nonché suo amico e collaboratore), porta a compimento un’ideale trilogia della solitudine iniziata nel 2002 con I gangsters. Quest’ultimo capitolo ha più di un pregio e un solo difetto: troppe le trame, parallele e non sviluppate. Ne sarebbe bastata una sola, probabilmente ci avrebbe straziato il cuore.

La recensione di FilmTv

Di Cristina Borsatti - FilmTV n. 17/2008

Chiusura del cerchio di un’affascinante trilogia in cui Daniel Auteuil è ancora una volta magnifico

Daniel Auteuil torna sulle strade di 36 - Quai des Orfèvres, diretto ancora da Olivier Marchal, che con MR 73, da noi L’ultima missione, porta a compimento un’ideale trilogia della solitudine iniziata nel 2002 con I gangsters. Crepuscolare come i precedenti, meno attento al ritmo e agli ingranaggi del racconto, quest’ultimo capitolo ha più di un pregio e un solo difetto. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 2010-04-07 19:53:16 - utile per 13 utenti

Voto al film: voto buono

"Dio mi ha tradito e io lo punirò". E' questo il prologo del terzo grande film di Olivier Marchal. Le parole di Louis Schneider (un superlativo Daniel Auteuil) danno subito la misura della condizione esistenziale di un poliziotto ormai incapace di venire a capo delle tragedie che lo hanno segnato a vita. In una Marsiglia anestetizzata da ogni ammiccamento oleografico si aggira un mostro che sta seminando terrore e morte. Nel mentre Charles Subra, un serial killer catturato proprio da Schneider venticinque anni prima, esce per buona condotta perchè una cura psichiatrica e il suo percorso mistico vengono ritenuti elementi sufficienti per condonargli l'ergastolo. Così il passato e il presente si incontrano e Schneider è nel mezzo, depotenziato dei suoi incarichi ma senza alcuna voglia di obbedire agli ordini visto il modo in cui il suo ordine è stato irrimediabilmente sconvolto. E poi arriva Justine, scampata alla furia omicida di Subra che investì i suoi genitori, che per Schneider rappresenta l'innocenza da preservare dalla corruzione dilagante, l'occasione di chiudere in bellezza una carriera votata a un declino irreversibile. "L'ultima missione" è un film che vira decisamente verso il noir e ritengo che a Marchal interessi più la riflessione sulle cause che hanno prodotto i mostri che l'indagine sugli effetti prodotti. Gli abomini dei seria killer di ieri e di oggi e i "macchiavellismi"a cui si assiste nelle segrete stanze della polizia, sono funzionali per elaborare la messinscena di una tragedia tipo del nostro tempo : quella di un mondo in cui tutto sembra corruttibile, mistificabile, ricattabile, dove la vittoria suprema è la conservazione perpetuata nel tempo di un sistema di cose disumanizzato e autoreferenziale. Tanto la religiosità di Subra, quanto l'ufficialità del rispetto dei regolamenti di polizia, rappresentano l'esteriorità di un mondo che regolarizzando l'inganno si è reso incapace di combattere i germi che lo faranno implodere. Il male diventa un concetto immanente, uno stato dell'animo che immobilizza al punto di partenza chi vi è direttamente partecipe e che rimanda sempre indietro, senza consentire di guardare avanti, chi ne ha subito gli effetti devastanti. E' difficile prescindergli se non rinnegando tutto ciò che si è stati, se non scendendo sullo stesso terreno dei mostri che si vogliono combattere. Schneider è un poliziotto al culmine della sua parabola esistenziale, è avvinto dalle sue tragedie personali e si carica del male di vivere che lo circonda, un uomo, come dice la collega Marie Angeli, "distrutto che noi stiamo seppellendo vivo". Si aggira solingo in compagnia dei suoi fantasmi ed ha come ultimo e unico scopo quello di ricacciarli definitivamente indietro. Nel bellissimo finale, accompagnato da un montaggio alternato, il frapporsi continuo del momento della morte con quello della vita da il senso dell'altruistica ultima missione di Schneider : distruggere l'essenza maligna di un mondo votato all'autodistruzione per consentire agli uomini di buona volontà di guardare avanti.  Nulla a che vedere col giustizialismo del poliziotto fai da te o col moralismo spicciolo. E' solo la presa d'atto che bisogna marcare con nettezza la differenza qualitativa tra un male che non conosce redenzione che è il logico corollario di un' umanità assetata di sangue e potere, e quello figlio della perdita dell'innocenza e del disincanto. Olivier Marchal è un ex poliziotto e mostra un'abilità nel maneggiare le cose di cui tratta che evidentemente gli deriva dall'esperienza diretta. Il suo cinema è nel genere ma lo piega alle sue esigenze stilistiche e lo usa come involucro per i contenuti fenomenologici della sua poetica. Come faceva il maestro Melville : usava il genere per parlare dell'uomo e del mondo.
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SI

Opinioni su L'ultima missione


2011-07-06 17:53:10 Opinione di giorgiobarbarotta su "L'ultima missione"
giorgiobarbarotta

"La verità di un poliziotto non è sempre la migliore verità" recita un credibile Daniel Auteuil nella parte di un agente della squadra omicidi sprofondato per un lutto famigliare nell'inferno di alcol e depressione. Troppo grande il senso di colpa per essere stato dove non doveva essere al momento dell'incidente che gli ha portato via moglie e figlia. Con una sensibilità vicina solo a chi soffre sviluppa un senso profondamente paterno e protettivo per cuccioli...

voto al film: giorgiobarbarotta assegna il voto sufficiente a L'ultima missione (2008)

nessun commento
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2011-07-06 00:49:58 Opinione di Paul Hackett su "L'ultima missione"
Paul Hackett

Bellissimo, eppure imperfetto. "L'ultima missione", diretto da Olivier Marchal, già autore del sublime "36, Quai des Orfévres", è un eccellente noir (anzi, "polar", come dicono i francesi), tesissimo, disperato, angosciante (anche se non privo di un barlume catartico di speranza nello splendido finale), diretto in maniera asciutta e rigorosa dal già citato Marchal ed interpretato da uno straordinario Daniel Auteil, al solito MONUMENTALE, nella caratterizzazione di...

voto al film: Paul Hackett assegna il voto buono a L'ultima missione (2008)

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2011-02-14 17:09:54 Opinione di alfatocoferolo su "L'ultima missione"
alfatocoferolo

Inizio folgorante con una promessa a Dio, "mi ha tradito ed io lo punirò" ed il dirottamento di un autobus; da subito il volto e l'anima di tutto saranno quelli di un bravo ed espressivo Auteuil. Il regista confeziona un buon prodotto per gli amanti del noir e dei polizieschi, intrecciando con mestiere storie diverse che culmineranno in un finale per certi versi prevedibile ma comunque accattivante. Qualche piccola pecca può trovarsi in un ritmo non sempre alto ed in...

voto al film: alfatocoferolo assegna il voto buono a L'ultima missione (2008)

nessun commento
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2010-11-29 10:09:41 Opinione di barabbovich su "L'ultima missione"
barabbovich

A Marsiglia un serial killer ha brutalmente assassinato 5 donne. Sul caso indaga Louis Schneider (Auiteuil), poliziotto disilluso, alcolizzato e con una moglie gravemente malata. I vertici della polizia decidono di passare il caso in altre mani e Louis continua a indagare per proprio conto. Dopo la bella prova di 34 Quai des Orfes, Olivier Marchal, ex poliziotto che conosce bene l'ambiente e la corruzione che vi circola, firma un polar crepuscolare, per nulla consolatoria, con al...

voto al film: barabbovich assegna il voto buono a L'ultima missione (2008)

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2010-11-27 17:24:13 Opinione di gigomma su "L'ultima missione"
gigomma

Inizio con un dubbio ossia è un film drammatico oppure un poliziesco? Dico questo perchè la vicenda del serial killer e lasciata per l'intero film quasi in secondo piano rispetto al voler descrivere in maniera quasi maniacale le psicologie dei personaggi anche con sottotrame che quasi niente avevano a che fare con la storia principale appesantendo troppo il film e facendolo diventare quasi un trattato di psicologia.Molto belle invece le ambientazioni notturne, quelle con la...

voto al film: gigomma assegna il voto sufficiente a L'ultima missione (2008)


2010-11-27 17:24:01 Opinione di gigomma su "L'ultima missione"
gigomma

Inizio con un dubbio ossia è un film drammatico oppure un poliziesco? Dico questo perchè la vicenda del serial killer e lasciata per l'intero film quasi in secondo piano rispetto al voler descrivere in maniera quasi maniacale le psicologie dei personaggi anche con sottotrame che quasi niente avevano a che fare con la storia principale appesantendo troppo il film e facendolo diventare quasi un trattato di psicologia.Molto belle invece le ambientazioni notturne, quelle con la...

voto al film: gigomma assegna il voto sufficiente a L'ultima missione (2008)



2010-09-26 00:15:40 Opinione di aristofane su "L'ultima missione"
aristofane

Il film riesce a prendere grazie alla efficace recitazione di Auteuil e all'atmosfera di cupa disperazione e violenza, squarciata dalla scena finale che introduce una esile luce di speranza. Tuttavia, alcuni punti deboli non rendono l'opera totalmente convincente: i poliziotti collocati in categorie definite (il grande eroe con etica inossidabile, gli altri indifferenti o peggiori dei criminali), trama non eccezionale e a volte sfuggente, minimalismo eccessivo con punte di...

voto al film: aristofane assegna il voto sufficiente a L'ultima missione (2008)


2010-07-23 12:17:09 Opinione di degoffro su "L'ultima missione"
degoffro

Se paragonato al 97% (non esagero) degli analoghi prodotti americani, “L’ultima missione”, tratto da una storia vera, fa il suo gran bel figurone. Rispetto però al precedente “36” mi sembra costituisca un passo indietro nella comunque, fino ad ora, solida ed appassionante filmografia di Olivier Marchal. In particolare, confesso che dal momento in cui viene risolta (assai bene) la vicenda del serial killer, il film per me perde gran parte del suo...

voto al film: degoffro assegna il voto buono a L'ultima missione (2008)

2 commenti
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2010-04-07 23:06:27 Opinione di Stuntman Miglio su "L'ultima missione"
Stuntman Miglio

Angosciante e disperata la terza pellicola di Marchal ; atmosfere, ambientazioni, personaggi, tutto lascia una sensazione di marcio, di scorretto, d' inevitabile. La scena girata nel canile sotto la pioggia lascia il segno; Auteuil giganteggia.

voto al film: Stuntman Miglio assegna il voto buono a L'ultima missione (2008)


2010-04-07 19:53:16 Opinione di Peppe Comune su "L'ultima missione"
Peppe Comune

"Dio mi ha tradito e io lo punirò". E' questo il prologo del terzo grande film di Olivier Marchal. Le parole di Louis Schneider (un superlativo Daniel Auteuil) danno subito la misura della condizione esistenziale di un poliziotto ormai incapace di venire a capo delle tragedie che lo hanno segnato a vita. In una Marsiglia anestetizzata da ogni ammiccamento oleografico si aggira un mostro che sta seminando terrore e morte. Nel mentre Charles Subra, un serial killer catturato proprio da...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a L'ultima missione (2008)

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