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I mercenari. The Expendables

Regia di Sylvester Stallone vedi scheda film

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La recensione su I mercenari. The Expendables

di petweir
8 stelle

ult assoluto: un film-omaggio del grande, inossidabile Sylvester Stallone al cinema granitico degli anni '80, cinema artigianale e semplice, tutto passione, pallottole, sudore. Meno nostalgico delle opere immediatamente precedenti firmate dall'attore-regista italoamericano, Rocky Balboa e John Rambo, I mercenari ha il grande pregio di non prendersi mai troppo sul serio. La sceneggiatura, da questo punto di vista, efficace e risente dell'intervento dello stesso Stallone che strizza continuamente l'occhio al suo pubblico e ai suoi partner cinematografici citando a man bassa tanti titoli o riprendendo tante atmosfere del cinema che fu. La storia, semplicissima, quasi minimale, verte tutto sul carisma di Stallone e dei tanti amici coinvolti nell'occasione: da Dolph 'Ti spiezzo in due' Lundgren a Mickey 'The Wrestler' Rourke. Da Jason Statham, nell'interpretazione forse più convincente della carriera, a Jet Li che giustamente soffre di di un complesso di inferiorità di fronte a cotanti bicipiti. Cameo strepitoso di Arnold Schwarzenegger coadiuvato da un simpatico Bruce Willis. Ci sono veramente tutti quelli che hanno tenuto in piedi Hollywood per parecchi anni e che da qualche stagione a questa parte sono stati un po' messi da parte. Mancano solo Carl Weathers (Apollo Creed) e Steven Seagal. Mai patetico o sentimentale, invece ironico e pieno di passione, una rivendicazione d'identità di Stallone e con lui, immaginiamo, di tanti altri vecchi volti del cinema di un tempo: questo il cinema che sappiamo fare. Effetti artigianali e fracassoni, botte da orbi, ferite vecchie e nuove, quasi vere. E' questo l'eroe di un tempo, tutto carisma, muscoli e sangue. Altro che il cinema d'azione spettacolare e al tempo stesso anonimo di oggi. Quello di Stallone cinema d'azione e di passione, dove il Bene e il Male sono ben riconoscibili e dove, come dirà Jet Li, si combatte e si muore insieme perché si è amici. Mutatis mutandis, lo stesso discorso che un altro grande vecchio del cinema d'azione e passione, il grande Sam Peckinpah, faceva a fine anni '60. In piena crisi del western e del cinema tradizionale, metteva insieme un'accozzaglia di brutti ceffi e li mandava a morire. Insieme. Da amici, da eroi. Era Il mucchio selvaggio, uno dei più grandi film romantici di tutti i tempi. I mercenari vola molto più basso: Stallone si sente e forse tutto tranne che un 'autore', di quelli da studiarsi sui manuali di scuola, ma la passione vibrante, bruciante per il cinema e per il mestiere dell'attore c'è eccome. Ed una passione condivisa da tanti compagni di strada.

 

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