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La vita facile

Regia di Lucio Pellegrini vedi scheda film

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La recensione su La vita facile

di Stuntman Miglio
6 stelle

Se sei un promettente chirurgo e lavori in una rinomata clinica privata diretta dal padre del tuo migliore amico, la vita con te è già stata sufficientemente clemente. Se ci aggiungi il fatto che questo tuo amico è scappato in Africa a fare il missionario e che la donna di cui siete entrambi innamorati ha scelto te, be', allora si può dire che la vita ti sorrida. Tutto ciò può forse bastare? Certo che no e allora perché non accettare delle mazzette? Lo fanno tutti e del resto basta scegliere un tipo di valvola cardiaca artificiale piuttosto che un altro ed il gioco è fatto. Ecco, così sì che la vita è facile. Eppure non dura mai troppo a lungo e quando i carabinieri si mettono sulle tue tracce cosa rimane da fare? Raggiungere l'amico di un tempo in Kenya con la scusa di rimettersi in discussione ed aiutare i bisognosi. Il soggetto de "La vita facile" non è poi male: squallido e tragi-comico come solo certe storie italiane sanno essere, offre a Lucio Pellegrini la possibilità di girare in trasferta ed affrontare diverse tematiche potenzialmente interessanti. Tolto l'intrallazzo, che alla fine dei conti è alla base di tutto, rimane ampio spazio per la parte "umanitaria" in cui i protagonisti sembrano ritrovare loro stessi nel mandare avanti un ospedale di fortuna all'interno di un paese martoriato da fame e povertà. Poi, nella seconda parte, arriva la moglie del dottore ed ecco aprirsi anche una sorta di squarcio romantico nella vicenda con tanto di triangolo amoroso e finale (quasi) a sorpresa. Di carne al fuoco ce n'è tanta ma il regista piemontese si dimostra all'altezza della situazione confezionando una commedia che, nonostante qualche eccesso di retorica e qualche ingenuità nelle intenzioni, riesce a collocarsi al di sopra della media nazionale. Non che ci voglia poi molto, a volte basta una messa in scena dignitosa - qui valorizzata da flashback e montaggi alternati - ed un cast ispirato. Accorsi e Puccini funzionano molto bene ma Favino ha una marcia in più.

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