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Il cavallo di Torino (2011)

[A Torinói ló , Ungheria, Francia, Germania, Svizzera 2011, Drammatico, durata 150', b/n]   Regia di Béla Tarr
Con Volker Spengler, Janos Derzsi, Erika Bók, Mihály Kormos, Ricsi



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il cavallo di Torino: assente
Ritmo ritmo in Il cavallo di Torino: minimo
Impegno impegno in Il cavallo di Torino: molto forte
Tensione tensione in Il cavallo di Torino: presente
Erotismo erotismo in Il cavallo di Torino: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Il cavallo di Torino

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Il cavallo di Torino (voti: 26 media: 4,31) 26

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Trailer Originale | Sottotitoli Francese

Il cavallo di Torino Trailer Originale | Sottotitoli Franceseplay

La trama

Il 3 gennaio del 1889 Friedrich Nietszche uscì dalla porta del numero 6 di via Carlo Alberto, a Torino, e vide un vetturino malatrattare il cavallo del suo tiro che rifiutava di muoversi. In Nietszche, a quella vista, si ruppe qualcosa dentro: corse ad abbracciare il cavallo piangendo e precipitò nella follia, da cui non si sarebbe più ripreso.Del cavallo poi non si è saputo ovviamente più niente. La sua storia ce la racconta questo film che segue la vita del vetturino, della sua figlia e quella - naturalmente - dell'animale.   

L'opinione più votata

Di kikisan scritta il 28/11/2011 - utile per 25 utenti

Voto al film: voto ottimo

Difficilmente guardo i film al momento della loro messa in onda; normalmente ho l'abitudine di registrarli con l'intento di vederli quando ne ho voglia, il tempo, nonchè - eventualmente - per poterne sospendere la visione e riprenderla in seguito. Nella notte di venerdì "Fuori Orario" ha trasmesso in anteprima "Il cavallo di Torino" di Bela Tarr ed essendo un ammiratore del "molto particolare" regista ungherese, ho deciso di vedere il film in diretta. La trama è facilmente descrivibile: in una desolata landa (probabilmente la puszta ungherese) flagellata da un vento incessante, seguiamo le vicissitudini degli ultimi sei giorni di esistenza (?) di un uomo con il braccio destro paralizzato e della sua fedele figlia che cerca di accudirlo ed aiutarlo in tutte le sue azioni. Vi è anche un cavallo molto vecchio, che ogni mattina viene preparato per affrontare un viaggio verso non si sa quale destinazione e che puntualmente si rifiuta di mettersi in marcia. A dir la verità non è che l'uomo e la figlia insistano più di tanto nel tentare di farlo muovere. I sei giorni procedono sempre uguali ma con piccole mutazioni che preannunciano una sorta di imminente apocalisse. Vediamo la ragazza che si sveglia, va a raccogliere l'acqua dal pozzo, nel frattempo il padre si alza da letto e viene aiutato nella vestizione dalla figlia; prima di iniziare la giornata una bevuta di "palinka" (una sorta di grappa) due bicchierini l'uomo, uno la ragazza. Il cibo consumato è sempre il medesimo: una patata lessa a testa (l'uomo aggiunge anche un po' di sale). Terminato il frugale pasto, l'uomo si pone davanti ad una finestra a guardare l'esterno della casa.
Chi è interessato al film conosce sicuramente a cosa si riferisce il titolo "Cavallo di Torino" e l'alone di leggenda che permea la figura del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche riguardo questo episodio della sua vita, tanto più che una voce narrante ad inizio pellicola provvede a sottolinearlo; le mie conoscenze non sono tali per cercare di approfondire filosoficamente quanto vuole trasmettere Bela Tarr in questo suo (ultimo?) film, quindi mi limiterò a parlare della struttura del film e di eventuali rimandi a sue pellicole precedenti in particolare "Satantango" e "Le armonie di Werckmeister".
La monotonia e la ripetitività delle azioni fatte da padre e figlia in questi sei giorni ci viene mostrata con diverse posizioni della cinepresa; i particolari e gli anfratti della modesta casupola in cui essi vivono li scopriamo giorno dopo giorno, come del resto la stalla dove è ricoverato il vecchio cavallo. Si può dire che un marchio di fabbrica del regista ungherese, sia quello di prediligere lo sguardo verso gli ambienti, piuttosto che sui personaggi.
Enrico Ghezzi nella sua prefazione ci svela che il vento sferzante, prosciugante, annichilente e forse anche demoniaco viene prodotto dalle pale di un elicottero; probabilmente la medesima tecnica Bela Tarr la usa in Satantango nel documentare il ritorno dei due profeti-truffatori Irimias e Petrina (avanzano lungo le vie del paese accompagnati da mulinelli di foglie e spazzatura). ESPANDI +
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SI

Opinioni su Il cavallo di Torino


17 aprile 2012 Opinione di mck su "Il cavallo di Torino"
mck

Brutti, sporchi e cattivi. Povero Nice, e povero anche il cavallo. --- prologo --- - the wind - körkarlen (il carretto fantasma) - Victor Sjöström - 1928 / 1921 " i signori della corte " - Nobraino Alla luce dei fatti di cui sono a conoscenza posso dire con certezza di non essere più pazzo di un cavallo, al limite più bello, ammessa dimostrabile la pazzia dell'animale già citato da me considerato spesso metro di misura per mentali inefficienze...  ...umane deficienze. All'epoca...

voto al film: mck assegna il voto ottimo a Il cavallo di Torino (2011)

16 commenti
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5 aprile 2012 Opinione di urios su "Il cavallo di Torino"
urios

questo film è una vera esperienza. Per lo spettatore. L'inizio, e non solo, sgomenta. Per la ripetitività, la monotonia dei gesti. Le azioni si ripetono nei giorni. Le parole sono rigorosamente assenti, sostituite dal sibilo invincibile del vento. La solitudine attanaglia. Il cavallo inizia a cedere e i due protagonisti, padre e figlia, sono coinvolti. Col tempo lo spettatore si vede nei gesti descritti fino alla nausea. Le nostre vite sono poi distanti da queste esistenze? Possiamo...

voto al film: urios assegna il voto buono a Il cavallo di Torino (2011)

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17 marzo 2012 Opinione di Snaporaz68 su "Il cavallo di Torino"
Snaporaz68

IL CAVALLO DI TORINO BELA TARR 2011   Il pessimismo moderno è un’espressione dell’inutilità del mondo moderno, non già del mondo e dell’esistenza". (Nietzsche, La volontà di potenza)     “La maggior parte dei film segue lo stesso schema: azione, cut, azione, cut. Si limitano a seguire una trama. Ma la storia non è solo nelle azioni umane, tutto può essere storia. Un uomo che aspetta in un angolo può essere una storia. Ci sono molte cose che sono importanti nella vita...

voto al film: Snaporaz68 assegna il voto ottimo a Il cavallo di Torino (2011)

11 commenti
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5 marzo 2012 Opinione di Accidenti su "Il cavallo di Torino"
Accidenti

Film Black Metal.   Thy Dying Light, and Desolate Darkness...   Un apocalittico affresco sull'esistenza marcia e condannata dell'umanità senza tempo, senza scopo, senza destino, senza fede. Non ci sono più dio né dei, il cambiamento c’è stato; forse; e il bene, per così dire gli eccelsi, quando l’hanno capito sono scomparsi; sì il cambiamento c’è stato. I wonder how winter will be With a spring that I shall never see I wonder how night will be With a day that I...

voto al film: Accidenti assegna il voto buono a Il cavallo di Torino (2011)



5 marzo 2012 Opinione di marcopolo30 su "Il cavallo di Torino"
marcopolo30

Ho terminato la visione (24 ore dopo averla iniziata...) con un groppo in gola. Il messaggio del film, a dir poco apocalittico, è arrivato eccome. Quindi quest'opera oltremodo laconica una qualche emozione (pure forte) la comunica. Questo nonostante il metronomo resti inchiodato su tempi geologici dalla prima all'ultima scena. È una scelta ben precisa, lo so, se si fosse adottato un ritmo videoclipparo l'intero messaggio del film andava a farsi benedire. Però fra il videoclipparo e il...

voto al film: marcopolo30 assegna il voto sufficiente a Il cavallo di Torino (2011)

3 commenti
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24 febbraio 2012 Opinione di Winnie dei pooh su "Il cavallo di Torino"
Winnie dei pooh

“Il pessimismo moderno è un’espressione dell’inutilità del mondo moderno, non già del mondo e dell’esistenza". (Nietzsche, La volontà di potenza)   L'ultimo film di Béla Tarr (ultimo non solo in ordine cronologico, secondo quanto avrebbe dichiarato il regista magiaro: «Nei miei primi film sono partito dalla mia sensibilità sociale e volevo cambiare il mondo. Poi ho dovuto capire che i problemi sono più complicati. Ora posso solo dire che è molto pesante e non so cosa...

voto al film: Winnie dei pooh assegna il voto ottimo a Il cavallo di Torino (2011)

2 commenti
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15 febbraio 2012 Opinione di LAMPUR su "Il cavallo di Torino"
LAMPUR

Mi accomodo in poltrona per vedermi Béla Tarr, o essere visto da lui, chissà. M’interrogo sullo spirito col quale approcciarsi a tali opere. E forse cado già in errore. Cercando un approccio dove il film destruttura la visione e smantella gli archetipi. O perlomeno tenta. Low budget mi dicono, pale di elicotteri per simulare ventoso turbine perenne, leggo. E tempi dilatati. Dii-laa-taa-tiiss-sii-miii. Osservare e pensare. Pensare ed osservare. Un'immagine/un'evocazione,...

voto al film: LAMPUR assegna il voto pessimo a Il cavallo di Torino (2011)

20 commenti
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13 dicembre 2011 Opinione di alan smithee su "Il cavallo di Torino"
alan smithee

Il rigore di una messa in scena fatta di lunghe sequenze in cui la macchina da presa - tutt'altro che fissa -  pedina ossessivamente i tre personaggi (padre, figlia e cavallo), un bianco e nero che accentua il disagio creato da una natura ostile e ingestibile, in cui un vento sferzante prepara un evento inaspettato che solo l'animale, con il suo istinto, puo' percepire. Un opera straordinaria che sembra concepita da un emulo di Dreyer, da un suo dotato discepolo che sa gestire i tempi...

voto al film: alan smithee assegna il voto ottimo a Cavallo di Torino (2011)

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6 dicembre 2011 Opinione di ed wood su "Il cavallo di Torino"
ed wood

Bela Tarr ha dichiarato di non voler girare più film dopo “Cavallo di Torino”. C’è da credergli. Difficile, se non impossibile, concepire o anche solo ipotizzare un seguito a questo incredibile film. Gli aggettivi “radicale”, “definitivo”, “assoluto” si sprecano spesso per film che in realtà lasciano al discorso poetico dell’autore ancora parecchio margine di evoluzione nelle opere successive. Qui invece il percorso filmico e filosofico del grande cineasta ungherese è...

voto al film: ed wood assegna il voto ottimo a Cavallo di Torino (2011)

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4 dicembre 2011 Opinione di Peppe Comune su "Il cavallo di Torino"
Peppe Comune

Il 13 gennaio del 1889, a Torino, Friedrich Nietzsche esce dal numero 6 di via Carlo Alberto. Vuole fare una passeggiata, forse, o deve andare a prendere la posta. Non distante da lui, o forse molto lontano da lui, un cocchiere ha dei problemi col suo cavallo ostinato. Nonostante lo sproni, il cavallo si rifiuta di muoversi. Al che il cocchiere – poteva chiamarsi Giuseppe, Carlo o forse Ettore – perde la pazienza e inizia a frustarlo. Nietzsche esce dalla folla e pone un freno alla...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto ottimo a Cavallo di Torino (2011)

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