Il cavallo di Torino (2011)
Con Volker Spengler, Janos Derzsi, Erika Bók, Mihály Kormos, Ricsi
La trama
Il 3 gennaio del 1889 Friedrich Nietszche uscì dalla porta del numero 6 di via Carlo Alberto, a Torino, e vide un vetturino malatrattare il cavallo del suo tiro che rifiutava di muoversi. In Nietszche, a quella vista, si ruppe qualcosa dentro: corse ad abbracciare il cavallo piangendo e precipitò nella follia, da cui non si sarebbe più ripreso.Del cavallo poi non si è saputo ovviamente più niente. La sua storia ce la racconta questo film che segue la vita del vetturino, della sua figlia e quella - naturalmente - dell'animale.
L'opinione più votata
Di kikisan scritta il 28/11/2011 - utile per 25 utenti
Voto al film: 
Chi è interessato al film conosce sicuramente a cosa si riferisce il titolo "Cavallo di Torino" e l'alone di leggenda che permea la figura del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche riguardo questo episodio della sua vita, tanto più che una voce narrante ad inizio pellicola provvede a sottolinearlo; le mie conoscenze non sono tali per cercare di approfondire filosoficamente quanto vuole trasmettere Bela Tarr in questo suo (ultimo?) film, quindi mi limiterò a parlare della struttura del film e di eventuali rimandi a sue pellicole precedenti in particolare "Satantango" e "Le armonie di Werckmeister".
La monotonia e la ripetitività delle azioni fatte da padre e figlia in questi sei giorni ci viene mostrata con diverse posizioni della cinepresa; i particolari e gli anfratti della modesta casupola in cui essi vivono li scopriamo giorno dopo giorno, come del resto la stalla dove è ricoverato il vecchio cavallo. Si può dire che un marchio di fabbrica del regista ungherese, sia quello di prediligere lo sguardo verso gli ambienti, piuttosto che sui personaggi.
Enrico Ghezzi nella sua prefazione ci svela che il vento sferzante, prosciugante, annichilente e forse anche demoniaco viene prodotto dalle pale di un elicottero; probabilmente la medesima tecnica Bela Tarr la usa in Satantango nel documentare il ritorno dei due profeti-truffatori Irimias e Petrina (avanzano lungo le vie del paese accompagnati da mulinelli di foglie e spazzatura). ESPANDI +
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17 aprile 2012 Opinione di mck su "Il cavallo di Torino"
Brutti, sporchi e cattivi. Povero Nice, e povero anche il cavallo. --- prologo --- - the wind - körkarlen (il carretto fantasma) - Victor Sjöström - 1928 / 1921 " i signori della corte " - Nobraino Alla luce dei fatti di cui sono a conoscenza posso dire con certezza di non essere più pazzo di un cavallo, al limite più bello, ammessa dimostrabile la pazzia dell'animale già citato da me considerato spesso metro di misura per mentali inefficienze... ...umane deficienze. All'epoca...
voto al film: 
5 aprile 2012 Opinione di urios su "Il cavallo di Torino"
questo film è una vera esperienza. Per lo spettatore. L'inizio, e non solo, sgomenta. Per la ripetitività, la monotonia dei gesti. Le azioni si ripetono nei giorni. Le parole sono rigorosamente assenti, sostituite dal sibilo invincibile del vento. La solitudine attanaglia. Il cavallo inizia a cedere e i due protagonisti, padre e figlia, sono coinvolti. Col tempo lo spettatore si vede nei gesti descritti fino alla nausea. Le nostre vite sono poi distanti da queste esistenze? Possiamo...
voto al film: 
17 marzo 2012 Opinione di Snaporaz68 su "Il cavallo di Torino"
IL CAVALLO DI TORINO BELA TARR 2011 Il pessimismo moderno è un’espressione dell’inutilità del mondo moderno, non già del mondo e dell’esistenza". (Nietzsche, La volontà di potenza) “La maggior parte dei film segue lo stesso schema: azione, cut, azione, cut. Si limitano a seguire una trama. Ma la storia non è solo nelle azioni umane, tutto può essere storia. Un uomo che aspetta in un angolo può essere una storia. Ci sono molte cose che sono importanti nella vita...
voto al film: 
5 marzo 2012 Opinione di Accidenti su "Il cavallo di Torino"
Film Black Metal. Thy Dying Light, and Desolate Darkness... Un apocalittico affresco sull'esistenza marcia e condannata dell'umanità senza tempo, senza scopo, senza destino, senza fede. Non ci sono più dio né dei, il cambiamento c’è stato; forse; e il bene, per così dire gli eccelsi, quando l’hanno capito sono scomparsi; sì il cambiamento c’è stato. I wonder how winter will be With a spring that I shall never see I wonder how night will be With a day that I...
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5 marzo 2012 Opinione di marcopolo30 su "Il cavallo di Torino"
Ho terminato la visione (24 ore dopo averla iniziata...) con un groppo in gola. Il messaggio del film, a dir poco apocalittico, è arrivato eccome. Quindi quest'opera oltremodo laconica una qualche emozione (pure forte) la comunica. Questo nonostante il metronomo resti inchiodato su tempi geologici dalla prima all'ultima scena. È una scelta ben precisa, lo so, se si fosse adottato un ritmo videoclipparo l'intero messaggio del film andava a farsi benedire. Però fra il videoclipparo e il...
voto al film: 
24 febbraio 2012 Opinione di Winnie dei pooh su "Il cavallo di Torino"
“Il pessimismo moderno è un’espressione dell’inutilità del mondo moderno, non già del mondo e dell’esistenza". (Nietzsche, La volontà di potenza) L'ultimo film di Béla Tarr (ultimo non solo in ordine cronologico, secondo quanto avrebbe dichiarato il regista magiaro: «Nei miei primi film sono partito dalla mia sensibilità sociale e volevo cambiare il mondo. Poi ho dovuto capire che i problemi sono più complicati. Ora posso solo dire che è molto pesante e non so cosa...
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15 febbraio 2012 Opinione di LAMPUR su "Il cavallo di Torino"
Mi accomodo in poltrona per vedermi Béla Tarr, o essere visto da lui, chissà. M’interrogo sullo spirito col quale approcciarsi a tali opere. E forse cado già in errore. Cercando un approccio dove il film destruttura la visione e smantella gli archetipi. O perlomeno tenta. Low budget mi dicono, pale di elicotteri per simulare ventoso turbine perenne, leggo. E tempi dilatati. Dii-laa-taa-tiiss-sii-miii. Osservare e pensare. Pensare ed osservare. Un'immagine/un'evocazione,...
voto al film: 
13 dicembre 2011 Opinione di alan smithee su "Il cavallo di Torino"
Il rigore di una messa in scena fatta di lunghe sequenze in cui la macchina da presa - tutt'altro che fissa - pedina ossessivamente i tre personaggi (padre, figlia e cavallo), un bianco e nero che accentua il disagio creato da una natura ostile e ingestibile, in cui un vento sferzante prepara un evento inaspettato che solo l'animale, con il suo istinto, puo' percepire. Un opera straordinaria che sembra concepita da un emulo di Dreyer, da un suo dotato discepolo che sa gestire i tempi...
voto al film: 
6 dicembre 2011 Opinione di ed wood su "Il cavallo di Torino"
Bela Tarr ha dichiarato di non voler girare più film dopo “Cavallo di Torino”. C’è da credergli. Difficile, se non impossibile, concepire o anche solo ipotizzare un seguito a questo incredibile film. Gli aggettivi “radicale”, “definitivo”, “assoluto” si sprecano spesso per film che in realtà lasciano al discorso poetico dell’autore ancora parecchio margine di evoluzione nelle opere successive. Qui invece il percorso filmico e filosofico del grande cineasta ungherese è...
voto al film: 
4 dicembre 2011 Opinione di Peppe Comune su "Il cavallo di Torino"
Il 13 gennaio del 1889, a Torino, Friedrich Nietzsche esce dal numero 6 di via Carlo Alberto. Vuole fare una passeggiata, forse, o deve andare a prendere la posta. Non distante da lui, o forse molto lontano da lui, un cocchiere ha dei problemi col suo cavallo ostinato. Nonostante lo sproni, il cavallo si rifiuta di muoversi. Al che il cocchiere – poteva chiamarsi Giuseppe, Carlo o forse Ettore – perde la pazienza e inizia a frustarlo. Nietzsche esce dalla folla e pone un freno alla...
voto al film: 
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