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La chiave di Sara (2010)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La chiave di Sara: assente
Ritmo ritmo in La chiave di Sara: presente
Impegno impegno in La chiave di Sara: forte
Tensione tensione in La chiave di Sara: presente
Erotismo erotismo in La chiave di Sara: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto mediocre a La chiave di Sara

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto mediocre a La chiave di Sara (voti: 22 media: 3,18) 22

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La trama

La notte del 16 luglio 1942 gli ebrei parigini vengono arrestati e ammassati al Velodromo d’Hiver, prima di essere deportati nei campi di concentramento. Sara ha solo dieci anni ma, al sentore dell’arrivo della gendarmeria, rinchiude il fratello minore nell’armadio della camera da letto, promettendogli che un giorno tornerà a riabbracciarlo. Sessant’anni dopo, la giornalista di origini americane Julia, trapiantata in Francia da più di vent’anni, riceve l’incarico di realizzare un reportage sul vergognoso rastrellamento, che la conduce a un’inquietante scoperta: la casa in cui andrà ad abitare con il marito è la stessa in cui viveva proprio la famiglia di Sara. Convinta che la bimba sia sopravvissuta allo sterminio nazista, si mette sulle sue tracce, arrivando a cambiare prospettiva sulla nazione che l’ha adottata e su tutta la sua intera esistenza. 

Difficile essere antiretorici con la più grande tragedia del Novecento, e purtroppo la strada scelta dal regista Gilles Paquet-Brenner, quella del melodramma, è la più impervia, con un risvolto sentimentale nell’epilogo, eredità del libro, che sa fortemente di racconto rosa. Nella prima parte ci sono però anche momenti toccanti, con Sara al centro della scena, ed è intrigante l’incedere contemporaneo della vicenda, conseguenza diretta del passato a ricordare la prossimità della Storia.

La recensione di FilmTv

Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 2/2012

Aveva i suoi amici Sara, soprattutto Ruth e Anna, e Geremia, con il quale un giorno magari si sarebbe sposata. Solo otto anni e i sogni di una ragazzina negli occhi, ma la malvagità degli uomini decise altrimenti. Ascoltiamo il primo che raccontò la storia di Sara, strappata dai nazisti alla sua vita. È Jean-Jacques Goldman, la canzone è Comme toi, sottotitolo Elle s’appellait Sarah, che poi è il titolo originale di La chiave di Sara. L’episodio storico è l’ignobile rastrellamento dell’estate del 1942, quando 13 mila ebrei furono rinchiusi nel Vélodrome d’Hiver, a Parigi. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di lorenzodg scritta il 20/01/2012 - utile per 7 utenti

Voto al film: voto sufficiente

“La chiave di Sara” (Elle s’appelait Sarah, 2010) è il secondo lungometraggio del regista francese Gilles Paquet-Brenner.
Una pellicola che ritorna sul rastrellamento del Vélodrom d’Hiver (dopo il film di Raselyne Bosch “Vento di primavera” –La rafle– sempre dello stesso anno: almeno in Italia hanno seguito quest’ordine di uscita). Siamo nell’estate del 1942 tra il 15 e il 16 luglio quando la polizia francese (in accordo con lo Stato maggiore nazista) deporta migliaia di ebrei (di cui la maggior parte bambini) nel Velodromo. In una Parigi occupata nessuno conosce (o fa finta di conoscere) la tragedia immane di centinaia di famiglie che vivono la loro vita rinchiusa dentro la stessa città. Poi la deportazione (dopo poco tempo) presso il campo di Beaune-la-Rolande e da lì moltissimi vengono portati ad Auschwitz (dove non troveranno mai la strada di ritorno).
“La chiave di Sara” opera la ricostruzione dell’episodio tramite l’indagine-racconto di Julia Jarmond (Kristin Scott Thomas) una giornalista newyorkese che da vent’anni vive a Parigi. La redazione per cui lavora sa poco di questa tragedia (o almeno molti non conoscono l’entità dello stesso rastrellamento) e lei si ostina a chiedersi il perché del coinvolgimento di tanti minorenni e lungo il suo itinerario incrocia la storia di Sarah (Mélusine Mayance): una bambina che viene portata a Beaune (con padre e madre) e che fugge dal campo (aiutata da un poliziotto) insieme ad un’altra coetanea per ritrovare il fratellino lasciato nella sua casa parigina rinchiuso dentro un armadio a muro da lei stessa per essere salvato dal rastrellamento. La sua chiave per aprire l’abbraccio col suo familiare porterà Sarah a varie vicissitudini.
Il film si snoda in accadimenti temporali tra il 1942 e il 2009: gli avvenimenti di Sara bambina e della giornalista che insegue i personaggi della storia si incontrano e si snodano in diversi ambienti e in modo asimmetrico. Julia capirà ben presto che la storia della bambina è anche la storia di un paese e, ancor di più, della (sua) famiglia trapiantata in Europa.
La pellicola nella prima parte è riuscita (in parte) e gli intenti scarni di racconto diventano attenzioni particolareggiate con immagini da ricordare (l’appartamento di Sara, la mano e la sua chiave, la fuga nel campo di grano, il rapporto con la sua amica) che, tuttavia, cadano in un facile movimento di inquadratura e in un chiaroscuro narrativo poco incisivo.
Sicuramente meno da commentare (e ricordare) l’ultima parte quando la sceneggiatura tende a chiudere un cerchio di facile presa e la cadenza retorica (non eccelsa) favorisce un finale sicuramente con emozioni scontate.
Si deve aggiungere che i personaggi  sono ben delineati pur con qualche limite del racconto. L’ambientazione ha dei momenti toccanti che sfiorano una morale ben precisa e alquanto diretta.
Kristin Scott Thomas è nella parte; M. Mayance (Sarah da bambina) riesce a coinvolgere.
Il film è tratto dal libro di Tatiana de Rosnay e non si discosta molto (da quel che leggo) dallo stesso. Resta indubbio comunque che il cinema francese si pone alcune questioni storiche e ricava pellicole dignitose e (almeno) parimenti non televisive.
La regia è discreta ma la sceneggiatura (dello stesso regista con Serge Joncour) non aiuta completamente l’evolversi della storia (un regista può anche discostarsi da un testo adoperando meccanismi cinematografici opportuni e non di facile presa rispetto ad un avvenimento così tragico).
Voto: 6½.
 
 
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SI

Opinioni su La chiave di Sara


27 maggio 2012 Opinione di manuel88 su "La chiave di Sara"
manuel88

Come era stato fatto con il film "Vento di primavera" (di Rose Bosch con Jean Reno e Malanie Laurent),anche questa nuova pellicola ha voluto far luce su un fatto poco noto della Shoa:il rastrellamento degli ebrei in Francia e la loro momentanea segregazione nel Velodromo d'Inverno (per capirci era tipo un palazzetto dello sport adibito alle gare ciclistiche) prima di essere trasferiti nei campi di concentramento nazisti. Siamo nel luglio del '42. I francesi colpevoli di aver simpatizzato con...

voto al film: manuel88 assegna il voto buono a La chiave di Sara (2010)

nessun commento
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14 aprile 2012 Opinione di cinema78 su "La chiave di Sara"
cinema78

Film toccante e sensibile,pur trattando un tema trito e ritrito non annoia e scorre in maniera fluida.Bravissimi gli interpreti.

voto al film: cinema78 assegna il voto buono a La chiave di Sara (2010)



28 febbraio 2012 Opinione di LAMPUR su "La chiave di Sara"
LAMPUR

Il pretesto, romanzatissimo, nasce da un episodio vero e cruento nella Parigi del luglio '42, col rastrellamento di ebrei da parte della polizia francese e successivo internamento nel Vel d'Hiv, il velodromo cittadino. Le diverse tematiche sviscerate vanno dal rifiuto del passato alla somatizzazione delle atrocità, peccato che gli spunti di riflessione vengano cavalcati  da una messa in scena sempre al limite del (in)verosimile. Sara, la bambina della quale seguiremo le vicende,...

voto al film: LAMPUR assegna il voto mediocre a La chiave di Sara (2010)

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23 febbraio 2012 Opinione di bradipo68 su "La chiave di Sara"
bradipo68

 E'curioso che dopo essere stato praticamente ignorato per tanto tempo, il rastrellamento di 13 mila ebrei avvenuto il 16 luglio del 1942 sia stato oggetto di ben due film usciti negli ultimi tempi: Vento di primavera( La Rafle di Roselyne Bosche) e questo. Impossibile igonorare pellicole che raccontano un episodio tanto doloroso, come del resto è doverosa l'attenzione per tutto quello che viene fatto per mantenere vivo il ricordo. La chiave di Sara procede in realtà su un doppio binario...

voto al film: bradipo68 assegna il voto sufficiente a La chiave di Sara (2010)

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3 febbraio 2012 Opinione di fefy su "La chiave di Sara"
fefy

Il tema è lo stesso già trattato da Vento di Primavera (La Rafle, letteralmente la retata), uscito alla fine del gennaio dello scorso anno: si parla dei tragici (e poco conosciuti) avvenimenti del luglio 1942, quando la polizia francese rastrellò più di 13mila ebrei. Una vergognosa macchia nel passato recente dei nostri cugini d’oltralpe, filtrata questa volta attraverso gli occhi di una bambina e quelli della donna che, più di mezzo secolo dopo, si scoprirà coinvolta in prima...

voto al film: fefy assegna il voto sufficiente a La chiave di Sara (2010)


1 febbraio 2012 Opinione di leporello su "La chiave di Sara"
leporello

Sì, ma adesso si potrebbe anche far basta: qui la “memoria” sta diventando (auto)celebrazione, retorica, esibizionismo…. Già un anno fa, proprio in occasione del Giorno della Memoria (scriviamolo maiuscolo, tanto per non farci confondere coi revisionisti) usciva nelle sale italiane “Vento di Primavera”, e se almeno alla regista di quel film si poteva ascrivere il merito di aver compiuto una lunghissima ricerca storica per togliere dalla povere e portare al cinema per la prima...

voto al film: leporello assegna il voto mediocre a La chiave di Sara (2010)

5 commenti
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26 gennaio 2012 Opinione di fratellicapone su "La chiave di Sara"
fratellicapone

Un buon film che riesce a mantenere l'equilibrio tra la vicenda storica (il rastrellamento di decine di migliaia di ebrei francesi da parte della polizia francese e la loro consegna, dopo un trattamento disumano, alle truppe tedesche per ls deportazione) vista con gli occhi di una bambina, determinata e intelligente e la storia di oggi e delle persone che in qualche modo sono legati a quegli eventi remoti, inutilmente occultati,  ma così attuali e laceranti. La bambina è un'attrice...

voto al film: fratellicapone assegna il voto buono a La chiave di Sara (2010)

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24 gennaio 2012 Opinione di barabbovich su "La chiave di Sara"
barabbovich

Il rastrellamento degli ebrei a Parigi nel luglio del 1942, che portò migliaia di persone nei campi di concentramento è lo spunto dal quale parte La chiave di Sara. Nella convinzione di poter mettere il fratellino in salvo, la piccola Sara (Mayance) lo rinchiude nell'armadio di casa, finisce con i genitori in un velodromo lager, quindi viene deportata ma riesce a fuggire, cerca il fratello e riesce a rifarsi una vita. Nel 2009 una giornalista che sta scrivendo un articolo su quella...

voto al film: barabbovich assegna il voto sufficiente a La chiave di Sara (2010)

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24 gennaio 2012 Opinione di zombi su "La chiave di Sara"
zombi

il film di paquet-brenner è un film di buone intenzioni, che purtroppo non sono andate a buon fine. si difende meglio quando si è al presente al cospetto di sua maestà scott-thomas e nella detective story che ci porta a conoscere il calvario di sara e di milioni di altre persone e al dubbio che piano piano s'insinua in lei riguardo alla famiglia del marito. in più sara ha un segreto che gli peserà per sempre sulla coscienza. ed è senz'altro meglio quando si cerca di indagare su ciò...

voto al film: zombi assegna il voto sufficiente a La chiave di Sara (2010)

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23 gennaio 2012 Opinione di bufera su "La chiave di Sara"
bufera

All'uscita lo si chiamerebbe un bel film che colma occhi e cuore. Poi subentrano alcune riflessioni su questo dramma di origini palesemente   letterarie dove la tortuosità delle domande, l'inesistenza delle risposte, i destini incrociati che vanno comunque per la loro triste strada, prevaricano il valore tragicamente documentaristico dell'infame episodio toccato agli ebrei francesi,  ma soprattutto il senso del fato che quando viola e disperde così una famiglia, chi ha la ventura di...

voto al film: bufera assegna il voto sufficiente a La chiave di Sara (2010)

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