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Les Lyonnais (2011)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Les Lyonnais: assente
Ritmo ritmo in Les Lyonnais: assente
Impegno impegno in Les Lyonnais: assente
Tensione tensione in Les Lyonnais: assente
Erotismo erotismo in Les Lyonnais: assente

Il voto di FilmTV

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto nd a Les Lyonnais (voti: 3 media: 4,00) 3

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La trama

Edmond Vidal (Gérard Lanvin), per tutti Momon, ha ormai sessant'anni e vive tranquillo insieme alla moglie ma in lui sono ancora vivi i ricordi della sua lunga carriera criminale che lo ha visto, insieme al complice e fratello di vita Serge Suttel (Tchéky Karyo) e alla banda da loro messa in piedi, terrorizzare la Francia dal 1967 al 1974, compiendo più di trentacinque rapine, compresa quella milionaria all'Hotel delle Poste di Strasburgo, fino all'inevitabile e drammatico arresto. Rivivendo quegli attimi, Momon ripensa anche a come tutto ebbe inizio in seguito a uno spiacevole episodio della sua infanzia quando venne prelevato con l'inseparabile Serge dal campo nomadi in cui viveva e condotto in riformatorio per aver rubato delle ciliegie. 

Ricorrendo a una lunga serie di flashback, il film racconta la vera storia degli atti criminali commessi dalla Banda dei Lionesi.

L'opinione più votata

Di bradipo68 scritta il 12/04/2012 - utile per 15 utenti

Voto al film: voto buono

E alla fine Marchal ha scelto di attraversare il guado. Lui che ha sempre parlato nei suoi film del lato oscuro della polizia, lui che da ex ufficiale l'ha vissuta per tanti anni da dentro, ora ci parla di come si sta dall'altra parte della barricata.
E si dimostra ancora una volta il più americano dei registi europei non rapportandosi solo al cinema di Michael Mann ma anche a quello di uno Scorsese d'annata (Goodfellas, Casinò) e al Coppola della saga  del Padrino( e come non pensarci alle sequenze della festa di battesimo del nipote di Momon?).
Les Lyonnais( titolo internazionale Gang Story) racconta  un'amicizia lunga una vita tra Edmond Vidal detto Momon, ora ricondotto all'ordine da sua moglie in nome dalla tranquillità del focolare domestico e Serge Suttel appena ritornato in prigione per via di certi suoi traffici. I due assieme ad altri avevano creato più di 30 anni prima la spietata gang dei Lyonnais, autrice di diverse rapine.
Alternando sapientemente i piani temporali Marchal ci racconta la storia di giovani diventati adulti troppo presto  che con la loro stagione di piombo hanno messo le basi per la loro vita futura e allo stesso tempo il suo sguardo malinconico è rivolto a questi gangsters di oggi, con rughe profonde come canyons, volti modificati dal tempo e voci cariche delle migliaia di sigarette fumate. Ma il codice d'onore è intatto. In realtà pur non trovandoci di fronte a un'idealizzazione del gangster, perchè il regista non perde occasione di renderci sgradevoli i protagonisti impedendo di fatto qualsiasi processo identificativo, quello che stupisce è che da questa parte della barricata l'onore è un concetto basilare che non può essere bypassato da subdoli intrighi di bottega.
La figura di Momon, recitata in modo straordinario da un intenso Gerard Lanvin, è esemplificativa in questo senso:è un uomo che ha superato le intemperie della vita e che si sta godendo la sua famiglia, la sua vecchiaia, sempre tenendo ben presente che tutto è frutto della sua attività criminale. Però emerge sempre il suo carisma anche se le vecchie abitudini sono dure a morire.Rispettare la legge non ha mai fatto per lui e anche adesso in nome dell'amicizia rischia tutto quello che ha guadagnato con gli anni.Emerge anche per "statura morale" perchè come succedeva nel Padrino coppoliano non ha mai accettato di trafficare in droga come invece ha fatto il suo amico Suttel. Anche quello è onore.
Les Lyonnais è pieno di voci straordinarie.Staresti là a sentirle delle ore pure se si limitassero a leggere un elenco telefonico.E'un crepuscolo degli dei (del crimine) a tinte noir in cui sono protagonisti dei gangsters invecchiati e disillusi, pronti ancora all'azione anche se il declino fisico irrimediabilmente li porta ad avere i riflessi più rallentati.
Per Momon l'amicizia è uno dei valori fondamentali della vita ed è per questo che per aiutare Serge, ritorna alle sue vecchie abitudini criminali.
Il nuovo film di Marchal è in fondo la storia di un'amicizia virile, di una vita sconquassata dai vizi e dai rischi, un film con i soliti volti giusti (non è una novità per il regista francese) e con la consueta regia avvolgente che ingloba personaggi da tragedia greca. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Les Lyonnais


26 aprile 2012 Opinione di hupp2000 su "Les Lyonnais"
hupp2000

La quarta regia di Olivier Marchall ci conferma che siamo in presenza di  una figura di alto livello nel genere che possiamo liberamente definire poliziesco, gangsters movie o “polar”. La “Gang des Lyonnais”, guidata da Momon Vidal, imperversò realmente in Francia a cavallo tra gli anni ’60 e ’70. Marchall ce ne racconta la storia, alternando la cronaca di quegli anni ai suoi sviluppi nei giorni nostri. Il ritmo è martellante, le scene d’azione sono da manuale e la violenza...

voto al film: hupp2000 assegna il voto buono a Les Lyonnais (2011)

2 commenti
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19 aprile 2012 Opinione di alan smithee su "Les Lyonnais"
alan smithee

Dopo una manciata di buoni titoli "dalla parte della legge" (ma L'ultima missione aveva in realta' un po' deluso le mie troppo elevate aspettative), Olivier Marchal decide che e' il momento di prendere posizione sull'altra sponda, quella della delinquenza organizzata, e lo fa narrando, in un flash-back della memoria, le gesta efferate della banda dei lionesi, che semino' panico, terrore e una scia di sangue piuttosto lunga e cruenta intorno agli anni '60 e '70 nel cuore della Francia. Il...

voto al film: alan smithee assegna il voto buono a Les Lyonnais (2011)

nessun commento
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12 aprile 2012 Opinione di bradipo68 su "Les Lyonnais"
bradipo68

E alla fine Marchal ha scelto di attraversare il guado. Lui che ha sempre parlato nei suoi film del lato oscuro della polizia, lui che da ex ufficiale l'ha vissuta per tanti anni da dentro, ora ci parla di come si sta dall'altra parte della barricata. E si dimostra ancora una volta il più americano dei registi europei non rapportandosi solo al cinema di Michael Mann ma anche a quello di uno Scorsese d'annata (Goodfellas, Casinò) e al Coppola della saga  del Padrino( e come non pensarci...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Les Lyonnais (2011)

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