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Romanzo di una strage (2011)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Romanzo di una strage: assente
Ritmo ritmo in Romanzo di una strage: presente
Impegno impegno in Romanzo di una strage: molto forte
Tensione tensione in Romanzo di una strage: forte
Erotismo erotismo in Romanzo di una strage: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Romanzo di una strage

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Romanzo di una strage (voti: 64 media: 3,48) 64

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locandina di Romanzo di una strage

Trailer italiano ufficiale

Romanzo di una strage Trailer italiano ufficialeplay

12/04/2012

David di Donatello 2012: 16 candidature per Romanzo di una strage

 Il cinema italiano che si premia. Dopo una stagione in cui i nostri film non hanno brillato al botteghino, ecco arrivare le nomination ai David di Donatello 2012, la cui premiazione...

di Spaggy

La trama

Il 12 dicembre 1969 una bomba devasta la sede della Banca Nazionale dell'Agricoltura di piazza Fontana, a Milano, uccidendo 17 persone e ferendone 88. L'attentato è il simbolo di un'intera stagione di fatti criminosi, stragi, tensioni politiche e violenza nelle piazze, ricordata come il periodo della cosiddetta strategia della tensione, che segna anche l'inizio dei sanguinosi Anni di Piombo. Attribuito all'anarchico Giuseppe Pinelli (Pierfrancesco Favino), che muore precipitando da una finestra durante un interrogatorio, il drammatico evento incrocia la storia del commissario Luigi Calabresi (Valerio Mastandrea), chiamato a indagare sulla vicenda e assassinato la mattina del 17 maggio 1972 davanti alla sua abitazione, dopo essere stato per due anni oggetto di una vera e propria persecuzione mediatica e di una lunga campagna di aggressione e di odio da tutto il movimentismo di sinistra italiano. 

Con Romanzo di una strage Giordana trasloca in immagini il celebre «Io so, ma non ho le prove» di pasoliniana memoria. Trattenuto, algido, zeppo d’ombre, volutamente didascalico, quasi un contraltare brechtiano all’accentuata visionarietà di iSanguepazzo (2008), Romanzo di una strage non consente, infatti, di immedesimarsi con nessuno, lasciando libero il campo degli occhi e il pensiero dello spettatore. Un film importante, nonostante i difetti (come i mimetismi alla Giuseppe Ferrara), con attori maturi e una Milano, una classe politica, un’atmosfera da guerra civile lontane ormai nel tempo. Senza nostalgie.

La recensione di FilmTv

Di Aldo Fittante - FilmTV n. 14/2012

«Non ci furono due bombe» ha scritto Adriano Sofri sul “Foglio” del 27 marzo 2012, smentendo sia l’ipotesi di Cucchiarelli sia (in parte) la libera trasposizione di Marco Tullio Giordana. Che, di fatto, raddoppiano attentati, mandanti ed esecutori della strage di Piazza Fontana. Anche con Pasolini, un delitto italiano (1995) il regista milanese invitava pubblico, critici e cronisti a rileggere e rivedere le sentenze sul brutale assassinio del poeta, la figura di Pino Pelosi, le troppe lacune accumulate durante le indagini. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di lorenzodg scritta il 30/03/2012 - utile per 17 utenti

Voto al film: voto sufficiente

“Romanzo di una strage” (2012) è il nono lungometraggio del regista milanese che si misura, per l’ennesima volta con la storia del nostro Paese. Una storia di fatti, di suggestioni, di voci, di supposizioni e di realtà nascoste (da tutti) da una scrittura avveduta, scorretta e parziale. Appunto un romanzo e niente da anteporre ma chiudere una storia mai chiusa e per sempre riposta dalle leggi.
  Un film di spaventi non manifestati, di familiarità oppresse, di sobrietà inculcate, e di chiari di luna notturni. E’ stretto il percorso dei fatti e pochi i resoconti veritieri.. Il momento dell’inizio delle stragi si muove dal 12 dicembre 1969 quando presso la Banca Nazionale dell’Agricoltura di Piazza Fontana vi furono diciassette morti e decine di feriti per l’esplosione di una bomba. Il film parte da questo ‘mistero’ italiano per arrivare al delitto del commissario Calabresi.
  Una rappresentazione dimessa, contrita e schematica, fatta di interni e luoghi di passaggio e di ricerca della verità dove ogni volto pare incancrenito nei suoi gesti e specchio di vuoti, di memorie assopite e di sangue annerito. Una pellicola rituale, senza sobbalzi dove i piccoli gesti scavalcano ogni lacerante messaggio di Stato sconfitto e qualsiasi rendiconto giornalistico di comodo. Manca una vera e propria forza narrativa e un taglio di documento itinerante che segue l’uomo e i suoi mondi: I politici e i loro messaggi si perdono nella notte dei tempi e qualsiasi resoconto dell’epoca appartiene ad un antico sconosciuto nel nostro Paese. Tutto o quasi tutto è stato rimosso: niente remore per dirlo ma anche molti modi per dirlo male e con buchi di memoria corta. Un film fatto di ammaestramenti poco amalgamabili e di uno sconcerto di schiume di rabbia poco tangibili ed evidenti; giusto fare qualcosa per rimuovere i neuroni italici ma, con franchezza, la pellicola appare poco trasparente e alquanto prosaica e con un impatto immaginifico inespresso. Marco Tullio Giordana appare trattenuto a se stesso (forse è stato il suo limite) e la sceneggiatura si ostina a non rompere le vere uova del paniere. La fiction allargata e ben limitata nei mezzi a disposizione riesce a dare un prodotto dignitoso (nelle immagini) ma permissivo e titubante (nelle carte processuali). I nomi si fanno ma restano ignavi nella storia che raccontano e ciascun contatto col pubblico resta poco coinvolgente.
  Restano delle belle sequenze: l’apertura iniziale con la manifestazione e gli scontri con la polizia, il breve carrello all’interno della Banca dopo la strage, i movimenti di macchina dentro le auto della polizia e i fermi immagini sulle tv e i documenti in bianco e nero. Gli attori non incidono appieno alla struttura narrativa e la stessa non fa risaltare alcuni volti ben riusciti. Come da segnalare alcuni piccoli gesti semplici ma indicativi: la sciarpa che la moglie da a suo marito (Pinelli) e l’indicazione che la consorte di Calabresi dà al marito per la scelta della cravatta.
  Un esempio di cinema civile da fare ma che si limita alla superficie degli eventi stessi. Tutto procede in ordine nonostante interrogatori, processi e morti. E la divisione della pellicola in fasi di costruzione (come documento in progress) vuole dare il senso della profondità ma cade in un glossario di scene ben girate che si chiudono senza forti aspirazioni.
  Il processo vero al cinema che non apre il suo guscio (completamente) quando si può permettere di fare film di tale argomento. Confinato nello scritto e nella sua finzione. In un modo diverso era caduto un altro film italiano (cosiddetto ‘sociale’) “L’industriale di Montaldo (tra l’atro con Pierfrancesco Favino).
  La prova di Valerio Mastandrea nel ruolo di Luigi Calabresi appare discreta ma esigua nei gesti e nella forza di carattere; Pierfransesco Favino appare lucido e in parte nel ruolo di Giuseppe .Pinelli. Fabrizio Gifuni (Aldo Moro) riesce a dare un’asciuttezza precisa alla sua interpretazione. Omero Antonutti (Saragat) è veramente quello che riesce a farsi ricordare. Ci sono tutti i personaggi che hanno aperto questa triste fase del nostro Paese (da Ventura a Valpreda).
  Degna di nota la fotografia e le musiche di Franco Piersanti.
  Regia lineare e senza grandi sussulti.
  Voto: 6 +.
   (su icinenemaniaci.blogspot.com)
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SI

Opinioni su Romanzo di una strage


13 maggio 2012 Opinione di danandre67 su "Romanzo di una strage"
danandre67

che dire, e' proprio un bel film,pellicola assolutamente riuscita.

voto al film: danandre67 assegna il voto buono a Romanzo di una strage (2011)


28 aprile 2012 Opinione di fefy su "Romanzo di una strage"
fefy

Dopo la visione di “Diaz” un altro film dal soggetto oscuro nella storia del nostro paese. Tullio Giordana per la nona o decima volta si cimenta con l'indagare sui fatti che hanno in qualche modo segnato l'Italia, interrogandosi, ponendo dubbi e interrogativi. La pista anarchica, delle prime indagini, le collusioni fra membri dell'esercito, servizi segreti ed estremisti di destra. La parte più emozionale del film è senz'altro il rapporto quasi amicale contrapposto alla misteriosa morte...

voto al film: fefy assegna il voto buono a Romanzo di una strage (2011)



20 aprile 2012 Opinione di mm40 su "Romanzo di una strage"
mm40

Il film che Elio Petri avrebbe sempre voluto girare, ma che non riuscì a portare mai in scena fu qualcosa di simile a questo Romanzo di una strage; la differenza fondamentale che intercorre, però, fra il cinema di Petri e quello di Giordana sta tutta nel sottile filo ideologico che percorre l'opera del primo. Non che il secondo sia qualunquista o a-politico, attenzione: tutto ciò che c'è da sapere su piazza Fontana e omicidio Calabresi, in questo film, c'è. Le accuse agli anarchici, ma...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Romanzo di una strage (2011)

nessun commento
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16 aprile 2012 Opinione di PompiereFI su "Romanzo di una strage"
PompiereFI

Fabrizio Gifuni interpreta Aldo Moro, all’epoca del film Ministro degli Esteri. Straordinario nel suo tono sedativo e mellifluo, l’attore incide negativamente sulla pellicola grazie a una recitazione malamente impostata. Attraverso un approccio disordinato e sprezzante verso uno dei ruoli più importanti e saccheggiati dalle recenti narrazioni cinematografiche, si riflette il lassismo dell’attuale produzione nostrana verso quelle infedeli forme di dizione impassibile che bollano come...

voto al film: PompiereFI assegna il voto mediocre a Romanzo di una strage (2011)

4 commenti
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15 aprile 2012 Opinione di GIANNISV66 su "Romanzo di una strage"
GIANNISV66

Mentre scorrevano i titoli di coda ho avuto, chiara, l'impressione di avere appena visto un film importante. Un film di impegno morale e civile, un lavoro di ricostruzione coraggioso anche se non esente da difetti (che più avanti andrò pure a dettagliare). Diciamolo subito: pellicole come questa sono necessarie, perché hanno la capacità di scuotere la coscienza del singolo spettatore e perché al tempo stesso ci rendono il prezioso servizio di affrontare pagine scomode di storia patria...

voto al film: GIANNISV66 assegna il voto buono a Romanzo di una strage (2011)

nessun commento
[utile per 17 utenti]

15 aprile 2012 Opinione di caina su "Romanzo di una strage"
caina

Piatto, sterile, didascalico, documentaristico. Complimenti se relativi a una ricostruzione televisiva da dare in pasto a "Chi l'ha visto?". Ma purtroppo stiamo parlando di una pellicola cinematografica. Giordana si era distinto per le pulsioni coraggiose di Sangue Pazzo (grande film), ma qui ci delude enormemente. La cosa più fastidiosa è la mancanza di coraggio che trapela continuamente. Avesse avuto il coraggio di farci vedere Pinelli buttato giù. Oppure al contrario, farcelo vedere...

voto al film: caina assegna il voto mediocre a Romanzo di una strage (2011)

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14 aprile 2012 Opinione di ROTOTOM su "Romanzo di una strage"
ROTOTOM

 Ronza ancora nelle orecchie il rumore dell’esplosione della bomba alla Banca Nazionale dell’Agricoltura di Milano, il 12 -12-1969 .Uno dei tanti misteri irrisolti nell’Italia cupa e militante  degli anni di piombo che si prepara a divenire distratta, anestetizzata e pecora con l’avvento della politica dei mass media e la discesa in campo dagli unti del signore. Passaggio indolore, scivolato sul silenzio, le ombre  le coperture di organismi politici sempre meno limpidi fino...

voto al film: ROTOTOM assegna il voto buono a Romanzo di una strage (2011)

nessun commento
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14 aprile 2012 Opinione di Roller su "Romanzo di una strage"
Roller

Sono nato un anno dopo la strage di Piazza Fontana ma ho sempre seguito l'evolversi dell'inchiesta. Quindi ero molto curioso di vedere il film di Marco Tullio Giordana. Il risultato è un buon film, onesto, accorato, a tratti un po troppo didascalico. La ricostruzione dei primi anni di piombo è stata fatta con una discreta dovizia. Il rapporto tra Pinelli e Calabresi non è mai stato raccontato in modo così  vicino. La prova attoriale di Favino e Mastrandrea, volutamente più trattenuto...

voto al film: Roller assegna il voto buono a Romanzo di una strage (2011)



13 aprile 2012 Opinione di Carlo Ceruti su "Romanzo di una strage"
Carlo Ceruti

Interessante e difficile film su uno dei capitoli più bui della storia italiana. Molto ben recitato (specialmente da Favino nei panni di Pinelli) e ben diretto, evita la retorica e cerca di tenere sempre alta la tensione drammatica. Il clima di quegli anni è rappresentato con efficacia. La tesi finale del regista è perlomeno interessante. Per farla breve, una pellicola assolutamente riuscita. Tabellino dei punteggi di Film Tv ritmo:3 impegno:3 tensione:3

voto al film: Carlo Ceruti assegna il voto buono a Romanzo di una strage (2011)


13 aprile 2012 Opinione di chinaski su "Romanzo di una strage"
chinaski

Romanzo come struttura. E finzione. Come ricostruzione della realtà attraverso una forma narrativa propria della scrittura. La divisione in capitoli, la trama, l’intreccio. Forse una possibile analogia tra la complessità della vicenda della strage di Piazza Fontana, i suoi personaggi e le pagine di un libro mai scritto, dove l’incredibile serie di misteri, storie secondarie, improvvisi sviluppi sembrerebbe partorita dalla mente di qualche fantasioso autore di thriller a sfondo...

voto al film: chinaski assegna il voto sufficiente a Romanzo di una strage (2011)

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