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Vampyr (1932)

[Vampyr, l'etrange aventure de David Gray, Francia, Germania 1932, Horror, durata 70', b/n]   Regia di Carl Theodor Dreyer
Con Julian West, Henriette Gérard, Jan Hieronimko, Maurice Schutz



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Vampyr: assente
Ritmo ritmo in Vampyr: molto forte
Impegno impegno in Vampyr: forte
Tensione tensione in Vampyr: molto forte
Erotismo erotismo in Vampyr: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a Vampyr

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a Vampyr (voti: 40 media: 4,43) 40

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La trama

Attraverso un libro sul vampirismo David Gray sconfigge una setta di non-morti. Un capolavoro dell'horror tra espressionismo e onirismo, un grande film sperimentale in cui Dreyer lavora sul sonoro e u cromatismi bianchi accecanti. Celebre la sequenza della sepoltura in soggettiva, citata mille altre volte. Il film è ispirato a "Carmilla" di Sheridan Le Fanu. 

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 19/12/2011 - utile per 22 utenti

Voto al film: voto ottimo

Allan Grey (Julian West, pseudonimo del barone Nicolas de Gunzburg) è un uomo accupato nello studio delle forze demoniache. Un giorno arriva al villaggio di Courtempierre nei pressi di una locanda dall’aspetto un po’ lugubre e decide di pernottarvi. Qui viene avvicinato da un uomo misterioso (Maurice Shultz) che gli consegna degli incartamenti sigillati intimandogli di aprirli solo alla sua morte. Proseguendo il suo viaggio, il giovane studioso arriva a un maniero poco lontano dove il vecchio signore vive in solitudine con le due figlie, Gisèle (Rena Mandel) e Lèone ( Sybille Shmitz), e il vecchio servitore (Albert Bras). Qui è testimone della morte del vecchio e di un maleficio che s’impossessa di una delle ragazze. Leggendo le carte consegnategli da lui, Allan Grey scopre dell’esistenza di una certa Marguerite Chopin (Henriette Gèrard), una vampira che, aiutata da un gruppo di adepti capeggiati da un dottore occhialuto (Jan Hieronimko), produce terrore e morte.“Questa storia riguarda le strane avventure del giovane Allan Grey. I suoi studi sulla venerazione del diavolo e sul terrore di vampiri dei secoli passati la hanno reso un sognatore, per il quale il confine tra il reale e l’irreale è diventato sottile”, ci informa la didascalia che precede e presenta il film. In effetti, la sensazione che si ha di fronte a questo splendito “horror in bianco” è quella di un viaggio in soggettiva compiuto all’interno di una percepita liturgia dell’orrore, un viaggio continuamente sospeso tra sogno e realtà, stato ipnotico e condizione cosciente, che si compie per mezzo di una ricercata fascinazione per l’ignoto e attraverso un inconscia suggestionabilità dello spirito. “Vampyr” (liberamente ispirato a “Carmilla” di Joseph Sheridan Le Fanu) è un prodigio di tecnica applicata al cinema, un film sul “vampirismo” insolitamente ambientato in luoghi esterni, con la luce naturale a fare da cornice estetica al surreale e una vicenda in cui si dà più importanza alle paure degli uomini che alle malefatte dei “mostri”. Carl Theodor Dreyer piega i dettami dell’espressionismo alle proprie esigenze stilistiche attraverso un sapiente gioco di luci ed ombre che, nel mentre producono l’effetto voluto di rendere chi guarda immediatamente partecipe dell'impressionabile personalità  di Allan Grey, della sua stessa paura e della sua stessa voglia di giungere fino all’origine del male, serve allo scopo di attribuire alla “sarabanda orrorifica” cui si assiste una fascinazione visiva di grande pregio figurativo (grazie anche alla pregevole fotografia di Rudolph Matè). Dreyer non mostra mai l’orrore, lo evoca soltanto. La prospettiva con cui si possono guardare le cose che ci circondono è filtrata dalla nostra particolare predisposizione d’animo che, relativa  o assoluta che sia, figlia di una condizione transitoria o frutto di convincimenti profondi, può produrre l’effetto di creare un’alterazione visiva degli oggetti nonostante la loro invariata fisicità. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Vampyr


26 aprile 2012 Opinione di alfatocoferolo su "Vampyr"
alfatocoferolo

Film innegabilmente di qualità che sente però il peso degli anni e non gode di particolare freschezza. Si fa apprezzare molto nel suo contesto, con scene e costruzioni che faranno scuola ma per lo spettatore moderno può risultare noioso.

voto al film: alfatocoferolo assegna il voto buono a Vampyr (1932)

1 commento
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19 dicembre 2011 Opinione di Peppe Comune su "Vampyr"
Peppe Comune

Allan Grey (Julian West, pseudonimo del barone Nicolas de Gunzburg) è un uomo accupato nello studio delle forze demoniache. Un giorno arriva al villaggio di Courtempierre nei pressi di una locanda dall’aspetto un po’ lugubre e decide di pernottarvi. Qui viene avvicinato da un uomo misterioso (Maurice Shultz) che gli consegna degli incartamenti sigillati intimandogli di aprirli solo alla sua morte. Proseguendo il suo viaggio, il giovane studioso arriva a un maniero poco lontano dove il...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto ottimo a Vampyr (1932)

nessun commento
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27 maggio 2010 Opinione di mm40 su "Vampyr"
mm40

Tutt'altro che un horror, tutt'altro che la classica storia di vampiri: questo Vampyr è piuttosto un thriller (grande suspence, ritmo alto) di pochi dialoghi e montaggio frenetico che pare, piuttosto che più semplicemente intrattenere con una storia di mostri, volere scavare a fondo nella mente umana, alla ricerca delle ossessioni e delle fobie che condizionano l'esistenza. Perennemente sospeso a cavallo fra realtà e proiezione, esperienza sensibile e sogno (o delirio?),...

voto al film: mm40 assegna il voto buono a Vampyr (1932)

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12 aprile 2010 Opinione di OGM su "Vampyr"
OGM

Il mondo delle ombre è il dominio delle presenze incorporee che assediano la mente; è la parte viva dell’ignoto, di cui fa parte anche la morte.  È la dimensione trascendente in cui restano confinate le idee, i princìpi, le credenze, le manie e le ossessioni, ossia le nostre personali guide spirituali, di cui possiamo “vedere” i tratti essenziali e “sentire” le voci, ma di cui non possiamo verificare, con il tatto,...

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a Vampyr (1932)

nessun commento
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28 settembre 2009 Opinione di FABIO1971 su "Vampyr"
FABIO1971

Splendida e suggestiva incursione di Dreyer nell'immaginario horror del vampirismo: scritto insieme a Christen Jul ispirandosi a Carmilla dell'irlandese Joseph Sheridan Le Fanu, Vampyr è un capolavoro di abbagliante splendore visivo che mutua l'estetica del cinema espressionista tedesco con il rigore di una messinscena smagliante per potenza evocativa ed ardore espressivo, in cui Dreyer esplora tra atmosfere oniriche ed inquietanti...

voto al film: FABIO1971 assegna il voto ottimo a Vampyr (1932)

2 commenti
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12 settembre 2008 Opinione di steno79 su "Vampyr"
steno79

Horror anomalo, girato agli inizi del sonoro, in cui Dreyer evoca suggestioni morbose ponendosi sulla scia del "Nosferatu" di Murnau e ispirandosi liberamente a un racconto dello scrittore irlandese Sheridan Le Fanu. Il film, girato in tedesco, è quasi muto, con dialoghi ridotti all'essenziale e una ricerca figurativa che si concentra sull'opposizione bianco/nero come contasto fra luce e tenebre. Film dalle molteplici letture, girato come una produzione indipendente, risulta...

voto al film: steno79 assegna il voto ottimo a Vampyr (1932)

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10 aprile 2007 Opinione di Dalton su "Vampyr"
Dalton

voto al film: Dalton assegna il voto buono a Vampyr (1932)


2 marzo 2007 Opinione di sasso67 su "Vampyr"
sasso67

Dreyer ha realizzato, secondo me, almeno tre capolavori del cinema: "Dies Irae" (1943), "Ordet" (1955) e, prima ancora, questo "Vampyr". Un altro capolavoro è considerato "La passione di Giovanna d'Arco" (1928) con l'intensa Marie Falconetti, ma a me è piaciuto meno, così come il pur ottimo "Gertrud" (1964), suo ultimo film. "Il vampiro" mi ha esaltato, nonostante la mia proverbiale idiosincrasia per i film di vampiri. Qui si prescinde dall'inoconografia vampiresca ormai consacrata con...

voto al film: sasso67 assegna il voto ottimo a Vampyr (1932)

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22 maggio 2006 Opinione di gabry666 su "Vampyr"
gabry666

Se consideriamo il film solo sotto l'apetto visivo, ossia delle immagini e della rappresentazione su pellicola, allora si è un capolavoro. Alcune sequenze, sicuramente la già citata da tutti soggettiva dalla bara, e i "giochi" con le ombre sono assolutamente indimenticabili ed eseguiti alla perfezione. I problemi nascono quando si va oltre alle semplici immagini: la trama. Mi spiace ammetterlo ma è insignificante con scene slegate tra loro e con l'omissione di avvenimenti a mio parere...

voto al film: gabry666 assegna il voto buono a Vampyr (1932)


20 maggio 2006 Opinione di MondoMarcio su "Vampyr"
MondoMarcio

Capolavoro del cinema muto. Dreyer è un grandissimo regista, o meglio, è stato. Comunque trama e scenografia la fanno da padrone in questa pellicola.

voto al film: MondoMarcio assegna il voto buono a Vampyr (1932)




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