Vampyr (1932)
Con Julian West, Henriette Gérard, Jan Hieronimko, Maurice Schutz
La trama
Attraverso un libro sul vampirismo David Gray sconfigge una setta di non-morti. Un capolavoro dell'horror tra espressionismo e onirismo, un grande film sperimentale in cui Dreyer lavora sul sonoro e u cromatismi bianchi accecanti. Celebre la sequenza della sepoltura in soggettiva, citata mille altre volte. Il film è ispirato a "Carmilla" di Sheridan Le Fanu.
L'opinione più votata
Di Peppe Comune scritta il 19/12/2011 - utile per 22 utenti
Voto al film: 
- negative [1]
- positive [15]
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26 aprile 2012 Opinione di alfatocoferolo su "Vampyr"
Film innegabilmente di qualità che sente però il peso degli anni e non gode di particolare freschezza. Si fa apprezzare molto nel suo contesto, con scene e costruzioni che faranno scuola ma per lo spettatore moderno può risultare noioso.
voto al film: 
19 dicembre 2011 Opinione di Peppe Comune su "Vampyr"
Allan Grey (Julian West, pseudonimo del barone Nicolas de Gunzburg) è un uomo accupato nello studio delle forze demoniache. Un giorno arriva al villaggio di Courtempierre nei pressi di una locanda dall’aspetto un po’ lugubre e decide di pernottarvi. Qui viene avvicinato da un uomo misterioso (Maurice Shultz) che gli consegna degli incartamenti sigillati intimandogli di aprirli solo alla sua morte. Proseguendo il suo viaggio, il giovane studioso arriva a un maniero poco lontano dove il...
voto al film: 
27 maggio 2010 Opinione di mm40 su "Vampyr"
Tutt'altro che un horror, tutt'altro che la classica storia di vampiri: questo Vampyr è piuttosto un thriller (grande suspence, ritmo alto) di pochi dialoghi e montaggio frenetico che pare, piuttosto che più semplicemente intrattenere con una storia di mostri, volere scavare a fondo nella mente umana, alla ricerca delle ossessioni e delle fobie che condizionano l'esistenza. Perennemente sospeso a cavallo fra realtà e proiezione, esperienza sensibile e sogno (o delirio?),...
voto al film: 
12 aprile 2010 Opinione di OGM su "Vampyr"
Il mondo delle ombre è il dominio delle presenze incorporee che assediano la mente; è la parte viva dell’ignoto, di cui fa parte anche la morte. È la dimensione trascendente in cui restano confinate le idee, i princìpi, le credenze, le manie e le ossessioni, ossia le nostre personali guide spirituali, di cui possiamo “vedere” i tratti essenziali e “sentire” le voci, ma di cui non possiamo verificare, con il tatto,...
voto al film: 
28 settembre 2009 Opinione di FABIO1971 su "Vampyr"
Splendida e suggestiva incursione di Dreyer nell'immaginario horror del vampirismo: scritto insieme a Christen Jul ispirandosi a Carmilla dell'irlandese Joseph Sheridan Le Fanu, Vampyr è un capolavoro di abbagliante splendore visivo che mutua l'estetica del cinema espressionista tedesco con il rigore di una messinscena smagliante per potenza evocativa ed ardore espressivo, in cui Dreyer esplora tra atmosfere oniriche ed inquietanti...
voto al film: 
12 settembre 2008 Opinione di steno79 su "Vampyr"
Horror anomalo, girato agli inizi del sonoro, in cui Dreyer evoca suggestioni morbose ponendosi sulla scia del "Nosferatu" di Murnau e ispirandosi liberamente a un racconto dello scrittore irlandese Sheridan Le Fanu. Il film, girato in tedesco, è quasi muto, con dialoghi ridotti all'essenziale e una ricerca figurativa che si concentra sull'opposizione bianco/nero come contasto fra luce e tenebre. Film dalle molteplici letture, girato come una produzione indipendente, risulta...
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2 marzo 2007 Opinione di sasso67 su "Vampyr"
Dreyer ha realizzato, secondo me, almeno tre capolavori del cinema: "Dies Irae" (1943), "Ordet" (1955) e, prima ancora, questo "Vampyr". Un altro capolavoro è considerato "La passione di Giovanna d'Arco" (1928) con l'intensa Marie Falconetti, ma a me è piaciuto meno, così come il pur ottimo "Gertrud" (1964), suo ultimo film. "Il vampiro" mi ha esaltato, nonostante la mia proverbiale idiosincrasia per i film di vampiri. Qui si prescinde dall'inoconografia vampiresca ormai consacrata con...
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22 maggio 2006 Opinione di gabry666 su "Vampyr"
Se consideriamo il film solo sotto l'apetto visivo, ossia delle immagini e della rappresentazione su pellicola, allora si è un capolavoro. Alcune sequenze, sicuramente la già citata da tutti soggettiva dalla bara, e i "giochi" con le ombre sono assolutamente indimenticabili ed eseguiti alla perfezione. I problemi nascono quando si va oltre alle semplici immagini: la trama. Mi spiace ammetterlo ma è insignificante con scene slegate tra loro e con l'omissione di avvenimenti a mio parere...
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20 maggio 2006 Opinione di MondoMarcio su "Vampyr"
Capolavoro del cinema muto. Dreyer è un grandissimo regista, o meglio, è stato. Comunque trama e scenografia la fanno da padrone in questa pellicola.
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