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Belli e dannati (1991)

[My Own Private Idaho, USA 1991, Drammatico, durata 105']   Regia di Gus Van Sant
Con River Phoenix, Keanu Reeves, James Russo, Chiara Caselli



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Belli e dannati: minimo
Ritmo ritmo in Belli e dannati: presente
Impegno impegno in Belli e dannati: forte
Tensione tensione in Belli e dannati: presente
Erotismo erotismo in Belli e dannati: minimo

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FilmTV assegna il voto sufficiente a Belli e dannati

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a Belli e dannati (voti: 72 media: 3,72) 72

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locandina di Belli e dannati

La trama

Mike e Scott sono due ragazzi di strada. Mike, di estrazione sociale inferiore, soffre di narcolessia. Scott, di famiglia borghese perbene, prima accompagna Mike in un'infruttuosa ricerca della madre; poi rientra nei ranghi abbandonando l'amico.  

Tra splendid riferimenti a Shakespeare e sottili tracce carrolliane (_Alice_), un film raffinato sul mondo dei giovani marginali e sessualmente famelici. Bello e dannato anche nella vita, River Phoenix attore si fa rimpiangere ancora una volta in un film impensabile senza la sua presenza.

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L'opinione più votata

Di Snaporaz68 scritta il 19/01/2011 - utile per 12 utenti

Voto al film: voto buono

ON THE ROAD TO PERDITION
 
Gus van Sant è un regista liminale, sempre al margine, in perenne equilibrio tra le concessioni allo star system hollywoodiano e le sperimentazioni di certo cinema indipendente. Questa contraddizione è palesemente espressa nella sua opera cult My Own Private Idaho (che segue Mala Noche e il più fortunato Drugstore Cowboy), una rivisitazione della gioventù bruciata di Portland, ben rappresentata dai due marchettari, River Phoenix e Kenau Reeves, che vendono il loro corpo e allo stesso tempo sono rispettivamente alla ricerca di una figura materna e paterna. Certo se non ci fosse il precedente di John Ford, il film potrebbe anche essere intitolato The Searchers e in certi passaggi narrativi l’opera assomiglia più ad un western on the road piuttosto che a uno spaccato di neorealismo urbano. Da una parte il narcolettico, inquieto, autolesionista, dannato, romantico River Phoenix in una delle più incredibili performance d’attore che si siano viste sullo schermo (premiato a Venezia con la Coppa Volpi come miglior attore protagonista, chissà quale altre parti ci avrebbe potuto regalare questo moderno James Dean). Dall’altra il pragmatico, forte, determinato, spietato, cinico Kenau Reeves che dopo avere assaggiato le strade degli abissi infernali torna al suo Paradiso ereditato geneticamente. Il film funziona in questo progressivo divergere delle due strade: sembra proprio che uno su nutra delle debolezze dell’altro per farsi forza, che proprio la dichiarazione d’amore davanti al falò (una delle scene più intense del film che sembra preannunciare i Segreti di Brokeback Mountain) sia la scintilla che separa definitivamente i due ragazzi. Mentre River assume le sembianze dell’angelo perduto (alla Wong Kar Wai) e non fa altro che auto implodere nei suoi giganteschi vuoti affettivi, nelle sue fughe narcolettiche da una realtà insostenibile, River acquista sempre più forza e consapevolezza dei suoi mezzi, manipola la realtà a suo uso e consumo, si inserisce nel sistema dopo averne capito meccanismi e debolezze,uccidendo padre naturale e spirituale. Van Sant si nutre di innumerevoli fonti letterarie e cinefile: Jack Keourac ma soprattutto Shakespeare; le figure di Scott e di Bob sono ritagliate dall’Enrico IV e dal Falstaff (e certi monologhi richiamano proprio l’impianto drammaturgico shakespeariano), Nick Ray e il suo Gioventù Bruciata, John Ford e il suo Rio Bravo ma anche David Lynch e il suo Wild at Heart. Per non parlare del finale che è una citazione diretta di Easy Rider, con questo movimento dal basso verso l’alto della mdp che guarda gli eventi da un piano superiore, quasi a volerne prendere le distanze. La grande prestazione dei due attori protagonisti riesce a coprire certi punti deboli del film, individuabili soprattutto nella insistenza di certe sottolineature melodrammatiche (il rapporto madre figlio estremizzato nel ricordo, certi quadretti familiari iperstilizzati) e della inutilità della parte italiana (che non aggiunge o toglie nulla alla economia del racconto). Ottima mano del regista che decide di fare evaporare la temperatura delle scene di sesso con geniali fermi immagine e stupendi piano sequenza (quello dell’entrata dall’alto nel porno shop) e dolly mobilissimi (la scena del funerale di Bob) che contrastano con la fissità e la compostezza di altre scene (il funerale del padre di Scott). Nuvole in fuga a sottolineare il trascorrere del tempo esteriore e interiore. Ma River regredisce nel bozzolo di seta del suo piccolo mondo di “ragazzo di vita”e il suo sonno si nutrirà di frammenti di una infanzia perduta. Quell’angelo caduto per strada ha camminato su milioni di strade ma si ritrova da solo nell’unica che riconosce come propria, privata. Un deja vù che ha il sapore amaro di un viaggio senza più scopo.
Un Paradiso perduto che adesso ha le grottesche trasparenze di una faccia di cazzo.
 
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SI

Opinioni su Belli e dannati


30 dicembre 2011 Opinione di marcopolo30 su "Belli e dannati"
marcopolo30

Lo so, è considerato un filmone, un cult e quello che volete, ma a me ha solo causato quella stessa narcolessia di cui soffriva il protagonista.

voto al film: marcopolo30 assegna il voto pessimo a Belli e dannati (1991)


22 febbraio 2011 Opinione di Utente rimosso (pgll) su "Belli e dannati"
Utente rimosso (pgll)

Ho visto questo film diversi anni fa, nel 1992 credo, in lingua originale negli Stati Uniti. Francamente riuscire anche solo a capire il significato dei dialoghi fu un'impresa per una adolescente con un paio di anni di inglese scolastico alle spalle! Mi salvai sulle citazioni shakespeariane (più comprensibili per me che l'American English) e sull'intermezzo italiano. Di questo Idaho privato mi rimasero in testa quindi quasi esclusivamente le immagini e la parte più...

voto al film: Utente rimosso (pgll) assegna il voto buono a Belli e dannati (1991)

nessun commento
[utile per 2 utenti]


19 gennaio 2011 Opinione di Snaporaz68 su "Belli e dannati"
Snaporaz68

ON THE ROAD TO PERDITION   Gus van Sant è un regista liminale, sempre al margine, in perenne equilibrio tra le concessioni allo star system hollywoodiano e le sperimentazioni di certo cinema indipendente. Questa contraddizione è palesemente espressa nella sua opera cult My Own Private Idaho (che segue Mala Noche e il più fortunato Drugstore Cowboy), una rivisitazione della gioventù bruciata di Portland, ben rappresentata dai due marchettari, River Phoenix...

voto al film: Snaporaz68 assegna il voto buono a Belli e dannati (1991)

1 commento
[utile per 12 utenti]

31 agosto 2010 Opinione di 5Houston su "Belli e dannati"
5Houston

Questo film vorrebbe insegnarci che la santità è per pezzenti, drogati, possibilmente omosessuali. Visivamente è spesso molto interessante.

voto al film: 5Houston assegna il voto pessimo a Belli e dannati (1991)

4 commenti


19 novembre 2009 Opinione di Rebel Rebel su "Belli e dannati"
Rebel Rebel

Film bellissimo, tristissimo, poetico...Metto 5 per l'interpretazione di River Phoenix, davvero commovente. Tralasciamo l'indecente traduzione di My Own Private Idaho in Belli e Dannati...Certo, sono indubbiamente belli, dannati pure (ma ne abbiam visti di peggio...), però questo titolo non coglie minimamente l'essenza del film. Simpatico il cameo di Flea dei Red Hot Chili Peppers.

voto al film: Rebel Rebel assegna il voto ottimo a Belli e dannati (1991)


12 novembre 2009 Opinione di sbrillo su "Belli e dannati"
sbrillo

Uno dei migliori film della prima fase della carriera di Van Sant, Prima della svolta con Gerry. My own private Idaho rimane a quasi vent'anni di distanza una bella testimonianza sugli anni '90, tra echi di Shakespeare, cultura grunge, differenze di classe. Si guarda sempre con piacere. Commovente il grande Phoenix, in una delle sue ultime apparizioni e premiato a Venezia con la Coppa Volpi.

voto al film: sbrillo assegna il voto buono a Belli e dannati (1991)



8 luglio 2009 Opinione di elelur su "Belli e dannati"
elelur

Al solito la nostra magica Italia ci regala versioni di titoli non solo storpiate ma del tutto fuorvianti. Un film che può apparire per adolescenti brufolose è in realtà la vera e proprio apologia di un'epoca, una citazione di shakespeare e un' autobiografia assieme.

voto al film: elelur assegna il voto buono a Belli e dannati (1991)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

23 gennaio 2009 Opinione di j.d. su "Belli e dannati"
j.d.

E' uno di quei film che migliorano ad ogni visione...Gus Van Sant accosta scenari di degrado metropolitano, inserti psichedelici, battute copiate da Shakespare, romanticismo gay, visionarietà pop e immagini on the road, dentro un racconto che conduce con stile molto "europeo" e personale, riuscendo a mantenere una compattezza formale e una coerenza intellettuale ammirevoli. "L'Idaho privato" del protagonista Mike Waters non viene spiattellato in faccia allo spettatore, come accadrebbe in un...

voto al film: j.d. assegna il voto ottimo a Belli e dannati (1991)



4 febbraio 2008 Opinione di Totororesurrection su "Belli e dannati"
Totororesurrection

Ma perchè poi dannati? Boh! Carmela vaffanculo brutta mangia spaghetti hai rovinato una coppia perfetta! ( chi ha visto il film sa a cosa mi riferisco)...

voto al film: Totororesurrection assegna il voto buono a Belli e dannati (1991)


27 dicembre 2007 Opinione di maxcalifornia su "Belli e dannati"
maxcalifornia

Un imperdibile film di Van Sant! Il film viene ricordato per la miglior prova da attore di River Phoenix, che imeprsona una parte maledetta che li sta a pennello!! Da vedere e rivedere!!

voto al film: maxcalifornia assegna il voto buono a Belli e dannati (1991)




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