Porcile (1969)
Con Pierre Clementi, Jean-Pierre Léaud, Alberto Lionello, Ugo Tognazzi
La trama
Cannibalismo in tempi remotissimi. Oggi, un giovane se la fa coi maiali.
Due storie distanziate da millenni. Nell'antichità, un gruppo di selvaggi impara a nutrirsi di carne umana, finché la "società" li condanna a morte. Nel presente, il giovane figlio di un industriale, che nutre una passione morbosa per i porci, rifiuta la fidanzata. Non si inserisce nell'azienda, ma nemmeno contesta; finirà sbranato dagli stessi maiali mentre il padre si allea a un criminale nazista. Spiega Pasolini: "Ogni società divora sia i figli obbedienti che quelli né disobbedienti né obbedienti". Una parabola dura e inquietante, volutamente sgradevole e provocatoria. Una delle punte fra i film-scandalo di un autore quasi sempre "scomodo".
L'opinione più votata
Di Peppe Comune scritta il 12/07/2010 - utile per 8 utenti
Voto al film: 
- negative [1]
- sufficienti [4]
- positive [10]
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7 marzo 2012 Opinione di emmepi8 su "Porcile"
Porcile è un'opera teatrale del 1965, il film è invece un composito di due episodi, che hanno solo il significato finale in comune, ma il resto sembra come due corpi estranei, e solo l'intermittenza dei racconti riesce a convogliarci quasi autoritariamente nei binari voluti; la stessa produzione delle due storia è diversa, ognuna indipendente dall'altra. L'opera teatrale, che è poi uno dei racconti, è composta da 11 episodi che compongono la storia, il film ne prende un'ampia parte,...
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20 novembre 2011 Opinione di antonio de curtis su "Porcile"
Film minore di Pasolini.L'episodio più interessante è quello che vede protagonisti il trio Tognazzi-Lionello-Ferreri
voto al film: 
30 gennaio 2011 Opinione di agathe67 su "Porcile"
uno dei film più belli di Pasolini. Due storie parallele, distanziate da secoli di storia e raccontate con la tecnica dell'alternanza delle azioni: in un'epoca imprecisata, forse il cinquecento, in una landa deserta e sterminata (il suggestivo paesaggio dell'Etna) dei cannibali uccidono, stuprano e mangiano carne umana; vengono condannati dal potere ecclesiastico ad essere sbranati da dei cani selvatici. Nella Germania degli anni '60 c'è un potente industriale che ha un figlio...
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3 settembre 2010 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "Porcile"
Uno dei migliori film di Pasolini! Questa volta il maestro racconta 2 storie parallele:una ambientata forse in Messico nel 1400 (così ho letto da qualche parte ma non si capisce bene, comunque l'episodio è girato sull'Etna) un altra nella Germania attuale dei contestatori. Nel segmento in costume un giovane che si nutre d'insetti scopre che la carne umana è più buona e fa proseliti al culto dell'antropofagia, nel moderno il figlio di un industriale che lo vorrebbe...
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7 agosto 2010 Opinione di cheftony su "Porcile"
Per quanto ci è concesso di capire, il porcile del titolo sarebbe da riferire alla società, con particolare riferimento alla borghesia e al clero, repressori sociali per eccellenza. Pasolini sviluppa parallelamente due storie distanziate di secoli, ma legate da un filo comune; la prima, nel tardo Medioevo, vede protagonista un gruppo di cannibali, scoperto e condannato a morte dagli ecclesiastici per aver infranto le regole della collettività. Allo stesso modo, nel 1968,...
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12 luglio 2010 Opinione di Peppe Comune su "Porcile"
Due storie parallele che si intrecciano e si specchiano l'un l'altra. Due racconti che si propongono di rappresentare la costante storica della prevaricazione dei forti sui deboli attraverso la metafora del divoramento. Nel primo racconto, del tutto privo di dialoghi e ambientato in una terra arsa e inospitale (ricreato sulle falde dell'Etna), un giovane ramingo (Pierre Clementi) detito al cannibalismo fa proseliti e, dopo una delle sue ultime scorribande, il gruppo viene catturato dalle...
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6 maggio 2010 Opinione di Axeroth su "Porcile"
"Come sopra, così sotto" diceva Ermete Trismegisto nell'antico Egitto, e così accade in ogni realtà, contesto e in ogni forma o dimensione. Nel montaggio: prima siamo in qualche periodo lontano nel passato, forse il medioevo, poi (ma contemporaneamente) siamo negli anni '60 nel periodo delle prime rivolte studentesche. Pasolini in quest'opera scritta fra la prosa e la lirica, tra la metafora e l'allegoria, descrive una società pari ad un porcile che com'era...
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2 marzo 2010 Opinione di Andrea Vincenti su "Porcile"
Per chi pensa che Pasolini non sia stato un artista, non sia stato un regista e nemmeno uno scrittore. Per chi dopo aver visto un suo film si è o addormentato o ha avuto conati di vomito http://www.facebook.com/group.php?gid=337797711610 altro che poeta...era un deviato mentale alla perenne ricerca di maschi giovani i processi a pasolini http://www.pasolini.net/processi_brevedescrizione.htm
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26 gennaio 2010 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "Porcile"
C' è un ragazzo con turbe mentali, che rifiuta una fidanzata anticonformista perchè troppo "ribelle" ed il padre fascista perchè troppo conformista, che non mette mai bocca negli affari di famiglia ne in senso negativo ne in senso positivo, che vive di nulla, che entra in un coma immaginario e se ne risveglia presto, conosciuta la verità sul uo modo di vivere peccaminoso e che ha rapporti sesuali con i maiali da quando era bambino. C' è un industriale...
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6 giugno 2009 Opinione di mm40 su "Porcile"
Allegorico e stratificato, questo è il cinema del Pasolini più complesso ed intellettuale. Purtroppo il rischio concreto è quello che si trasformi in un gioco solitario, dove si compiace solo l'autore ed il pubblico che lo idolatra a prescindere dalla comprensione della sua opera: in Porcile è facile vedere tutto e il suo contrario, basta darsi una chiave di lettura a scelta. L'apocalisse? Il declino della civiltà che parte dal capitalismo sfrenato e senza scrupoli? La crisi della...
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