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La via lattea (1969)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La via lattea: forte
Ritmo ritmo in La via lattea: presente
Impegno impegno in La via lattea: molto forte
Tensione tensione in La via lattea: presente
Erotismo erotismo in La via lattea: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a La via lattea

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a La via lattea (voti: 50 media: 4,02) 50

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locandina di La via lattea

La trama

Due vagabondi (Frankeur e Terzieff) vanno dalla Francia al santuario di Santiago de Compostela, in Spagna, mandati da uno strano individuo in cappa e cappello. Fra incontri, racconti, rievocazioni, apparizioni e altri espedienti narrativi, il loro diventa un viaggio attraverso venti secoli di cristianesimo, di conflitti dottrinari, di disquisizioni, di eresie, di anatemi, di miracoli, in un curioso e spregiudicato assemblaggio. L' "ateo per grazia di Dio" Buñuel (con l'ausilio di Jean-Claude Carrière per la sceneggiatura) offre una personalissima rivisitazione della storia della Chiesa, condotta con arguta manipolazione delle fonti dottrinali. Un limpido e geniale viaggio metastorico, di un vecchio surrealista mai pentito. 

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L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 08/12/2010 - utile per 19 utenti

Voto al film: voto buono

Pierre (Paul Frankeur) e Jean (Laurent Terzieff) sono due vagabondi che si mettono in cammino per un lungo viaggio che parte da Parigi e dovrà concludersi al Santuario di Santiago di Compostela, in Spagna. Lungo il percorso si imbattono in molte persone strane e si trovano in diverse situazioni incomprensibili. Quasi sempre sono trattati male dalle persone a cui chiedono un pò di carità e mai reagiscono agli sgarbi subiti, accettando con pacifica rassegnazione i sempriterni sorprusi dei più forti nei riguardi dei più deboli. "La via Lattea" è un viaggio di circa due secoli lungo la rotta del cristianesimo, tra misteri della fede e dogmi, eresie e inquisizioni, scismi e abiure, un cammino che attraversa trasversalmente lo spazio e il tempo per mostrare l'assurda pretesa di voler assolutizzare una fede."Tutto ciò che, in questo film , riguarda la religione cattolica e le eresie che essa ha suscitato, particolarmente dal punto di vista dogmatico, è rigorosamente esatto. I testi e le citazioni sono conformi sia alle sacre scritture, sia e delle opere di teologia e di storia ecclesiastica antiche e moderne", recita la didascalia che conclude il film. Un viaggio condotto all'insegna della solita vena dissacratoria di Luis Bunuel, un iconoclasta in lotta contro l'ipocrisia benpansante e il conformismo tranquillizzante. "La via Lattea" è probabilmente il film dove più è possibile tracciare i requisiti dell'ateismo di Bunuel che è di quelli che cerca di porre un fondamento di verità in alternativa a quella propugnata dalla religione. Una forma "virtuosa" direi, che non manca di portare rispetto all'essenza profonda del Cristianesimo, di considerare, piaccia o meno, il suo peso specifico come una componente essenziale e imprescindibile della cultura occidentale. Un ateismo che non arriva mai a farsi fondamentalista, a trasformasi, cioè, proprio come la cosa che intende combattere : negatore aprioristico di ogni verità altra da quella di cui si è portatori. Bunuel ha sempre attaccato ferocemente il mezzo religioso, mai il fine propugnato dal Cristianesimo. Al centro della sua disamina c'è sempre stato l'uso demagogico e arbitrario che le autorità ecclesiastiche hanno fatto della religione, il ruolo "sociale" della Chiesa, che spesso nella storia si è trovata accanto ai potenti nella difesa strenua delle loro posizioni di vantaggio usando proprio il ricatto della precettistica religiosa per anestetizzare a monte ogni lotta consapevole delle moltitudini di diseredati. Nei suoi film la questione religiosa è continuamente problematizzata, sia in quelli in cui è chiaramente centrale ("Viridiana", "Simon del deserto", "Nazarin") che negli altri dove è inserita nella più ampia discussione sulla morale borghese ("L'Angelo Sterminatore", "Il fantasma della libertà", "Il fascino discreto della borghesia"). ESPANDI +
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Opinioni su La via lattea


8 dicembre 2010 Opinione di Peppe Comune su "La via lattea"
Peppe Comune

Pierre (Paul Frankeur) e Jean (Laurent Terzieff) sono due vagabondi che si mettono in cammino per un lungo viaggio che parte da Parigi e dovrà concludersi al Santuario di Santiago di Compostela, in Spagna. Lungo il percorso si imbattono in molte persone strane e si trovano in diverse situazioni incomprensibili. Quasi sempre sono trattati male dalle persone a cui chiedono un pò di carità e mai reagiscono agli sgarbi subiti, accettando con pacifica rassegnazione i...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a La via lattea (1969)

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17 novembre 2010 Opinione di stanley kubrick su "La via lattea"
stanley kubrick

Eh!! Bunuel si sa che è un grande ma grande regista che persino tutti gli imperatori di Roma si inchinerebbero dopo aver visto i suoi film. E' forse il capolavoro di Bunuel insieme a un altro suo gran film, "Il Fascino Discreto Della Borghesia". La Via Lattea di Bunuel, intesa anche come la Via Crucis in simboli perenni di due vagabondi che come al solito chiedono elemosina e cibo senza pagare niente, cosa che farebbe irritare persino un ateo. La Via Crucis perchè questi due...

voto al film: stanley kubrick assegna il voto ottimo a La via lattea (1969)



10 luglio 2010 Opinione di tabula rasa elettrificata su "La via lattea"
tabula rasa elettrificata

Sesta opera di Bunuel che ho la fortuna di vedere , sperando che il futuro me ne riservi molte altre perchè la capacità d'indurre emozioni non convenzionali , accostando figure e situazioni temporalmente sfasate , è penetrante nel mio intimo come il rasoio nell'occhio di "le chien andalu" . Forse perchè provengo da una famiglia patriarcale molto ortodossa , con zia suora di contorno , con pellegrinaggi estivi a lourdes invece che vacanze nello stesso mare , con...

voto al film: tabula rasa elettrificata assegna il voto ottimo a La via lattea (1969)

2 commenti
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17 settembre 2009 Opinione di fornarolo su "La via lattea"
fornarolo

Bunuel rivisita, attualizza e condanna il cristianesimo e la sua storia con un film che come tutte le grandi opere del surrealismo è leggibile su più livelli: chi possiede una notevole cultura teologica e storiografica interpeterà i simboli e i riferimenti testuali ammirando la ricchezza tematica, i più "si limiteranno" a vedere il film godendone le storie e le immagini e lasciandosi suggestionare  da ciò che non capiscono ma in qualche modo sentono...

voto al film: fornarolo assegna il voto buono a La via lattea (1969)



9 aprile 2009 Opinione di bradipo68 su "La via lattea"
bradipo68

Il viaggio di due pellegrini folgorati sulla via lattea.La via lattea non è un termine astronomico ma indica la strada che fanno due vagabondi nel viaggio che dalle porte di Parigi li dovrebbe portare a Santiago de Compostela.Bunuel non è uno dei miei registi preferiti però devo ammettere che la sua vena anticlericale ben evidente in questo film me lo ha reso sicuramente più adatto ai miei gusti.E'ateo e lo fa notare quasi con malizia e in una sorta di road movie come questo(ma molto sui...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a La via lattea (1969)


27 gennaio 2009 Opinione di mm40 su "La via lattea"
mm40

Bunuel era un visionario e gli si può permettere di tutto. Ma qui c'è veramente un marasma di idee - tutte rigorosamente improntate su concetti di stampo cattolico -, spesso irrisolte, ancora più spesso polemiche e provocatorie, tanto da mandare in confusione lo spettatore praticamente ad ogni scena. E nella confusione, si sa, il regista si diverte a creare. La trama è esilissima e questo è a parere di chi scrive il danno più grosso: la difficoltà a seguire il filo del discorso de La...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a La via lattea (1969)



12 dicembre 2008 Opinione di jonas su "La via lattea"
jonas

Due vagabondi si muovono lungo il cammino di Santiago di Compostela (la “via lattea” del titolo). Il viaggio diventa un pretesto per un funambolico excursus sulla storia del cristianesimo, dei suoi dogmi, delle dispute teologiche e delle eresie che solo l’“ateo per grazia di Dio” Buñuel poteva affrontare (sua è la frase “il mio odio per la scienza e il mio orrore per la tecnologia finiranno per condurmi all’assurda credenza in Dio”, unica battuta pronunciata da un...

voto al film: jonas assegna il voto buono a La via lattea (1969)

1 commento

7 luglio 2008 Opinione di OGM su "La via lattea"
OGM

Il lungo cammino di due pellegrini, disseminato di episodi ispirati alla Bibbia ed alle eresie medioevali, è la metafora del faticoso e travagliato viaggio dell'uomo alla scoperta del mistero cristiano. Il tratto distintivo di questo millenario percorso è l'impalpabile confine che separa il divino dall'umano. Un film originale ed arguto, che riesce ad essere provocatorio senza essere polemico.

voto al film: OGM assegna il voto buono a La via lattea (1969)



6 luglio 2008 Opinione di chribio1 su "La via lattea"
chribio1

per i primi 20' il film e' interessante poi,diventa troppo,almeno per me,sul religioso andante.per essere fatto bene lo e'.ma sinceramente e' un po' pesante.voto.5.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a La via lattea (1969)

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11 maggio 2007 Opinione di teaestefano su "La via lattea"
teaestefano

Sono un fervente cattolico e non ho trovato in questo ottimo film la minima offesa alla mia fede. Certo, è originale e fantasioso fin che si vuole, ma non c'è nulla che voglia "dimostrare" (come invece altri film) che la fede cattolica sarebbe un'assurdità (il che mi indispettirebbe proprio). La dottrina viene esposta con assoluta precisione e veridicità, e mi spingo persino a dire che magari si sentissero altrove definizioni così pulite. Anche le eresie - che forse sono l'oggetto più...

voto al film: teaestefano assegna il voto buono a La via lattea (1969)




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