Match Point (2005)
Con Scarlett Johansson, Jonathan Rhys-Meyers, Brian Cox, Emily Mortimer, James Nesbitt
La trama
Inghilterra. Un insegnante di tennis dà lezioni ad alcuni membri di una famiglia agiata. Scopre così le abitudini dell'alta società britannica e ben presto si innamora di una giovane donna...
Woody Allen ormai dirige con una semplicità magistrale: qualche carrello per strada, campi e controcampi, accenni di zoom sui volti in un paio di momenti psicologicamente determinanti, un’esemplare sequenza in montaggio alternato. Una “pulizia” alla quale corrisponde una visione sconfortante e lucidissima dei rapporti umani.
La recensione di FilmTv
Di Emanuela Martini - FilmTV n. 2/2006
Sesso, denaro e affari: intorno a loro ruota il mondo del bellissimo, ultimo film di Woody Allen. Dove un giovane tennista tenta la scalata alla buona società
L'opinione più votata
Di PompiereFI scritta il 2011-08-01 17:35:42 - utile per 14 utenti
Voto al film: 
Per una volta ideatore di sciagure, Allen prende ispirazione dai drammi di Tennesse Williams, passa da Dostoevskij e approda ai moderni intrecci teatral-filosofici (la fortuna conta più dell’abilità). E racconta di un protagonista che legge “Delitto e castigo” mentre si conforma a quelle che sono le leggi per entrare nell’alta società: accondiscendenza artefatta, gusto per i vini e gli oggetti di lusso, tenute di campagna dove trascorrere i week end, esercitazioni di tiro al piattello come fossero divertenti giochi di società, arrampicate da un posto di lavoro all’altro, ogni volta caricandosi di maggiori e claustrofobiche responsabilità.
La domanda è: fin dove ci si può spingere per difendere l’acquisita avidità? E se ciò richiedesse l’uccisione di qualcuno? Si potrebbe, dopo, vivere impuniti senza il raccapriccio di vedere la coscienza macchiata per sempre? La misura del pensiero alleniano non tratta di disfattismo vero e proprio. Piuttosto di una filosofia, magari un po’ spicciola, che tuttavia riscatta la scommessa del regista in una mirabile sospensione di giudizio conferendo allo spettatore un onere lancinante.
Scetticismo di livello eccellente, che probabilmente supera in accuratezza e distacco i personaggi di “Crimini e misfatti”. In “Match Point” l’assillo delle caratterizzazioni psicologiche è penetrante e totale. Ti prende alla gola durante quegli istanti di istintiva o calcolata follia che odora di omicidio e che Allen tira per le lunghe in una suspense quasi insostenibile ricordando i migliori passaggi hitchcockiani. A differenza del Maestro inglese trasferitosi in USA, dove ha girato i suoi film migliori, Woody compie il tragitto inverso per affrancarsi da sceneggiature tiratissime e ardue, diffondendo per una volta una scrittura distesa. Ottimo esito per un autore che si è assunto il peso di una prova a tutto campo, senza appellarsi alle abituali doti di commediante.
Visto che uno dei contenuti principali della sceneggiatura comprende lo splendore di volti e cose, che coprono imbrogli e azioni terribili, la scelta degli attori ha dovuto virare verso il fascino. A parte i bravissimi Emily Mortimer (nel ruolo di Chloe), Brian Cox e Penelope Wilton (i suoi genitori), si è puntato sulla freschezza della gioventù, chiamando a corte il non memorabile ma essenziale Jonathan Rhys-Meyer (Chris) e la sirena incantatrice interpretata da Scarlett Johansson (Nola), questi ultimi ineccepibili nell’acquisire clemenza dal pubblico. Nel film si racconta che Chris, nel ruolo del maestro di tennis, è stato professionista e ha giocato con Tim Henman. Ma a vederlo scambiare da fondo, difficilmente possiamo pensare che sia superiore a un qualsiasi giocatore della domenica.
Pur staccandosi dall’orticello newyorkese e dai suoi infiniti ed eccitabili ideologi, Woody Allen inscena una pellicola molto appagante e spedita, nonostante la novità della durata (si superano di poco le due ore) e di alcune sequenze particolarmente sensuali. Restano i luoghi frequentati dai personaggi: mostre, ristoranti e teatri. Privi però di troppi tocchi brillanti, in una Londra quasi sempre grigia o piovosa.
Donizetti, Verdi, Rossini e Bizet conciliano la curiosità dello sguardo alleniano con il dramma sentimentale e, tramite una serie di arie d’opera assemblate perfettamente, tratteggiano la famiglia benestante presa a modello con le sue smancerie di finte intese e ostili agitazioni.
- negative [28]
- sufficienti [26]
- positive [162]
- leggi tutte le opinioni
2012-01-15 18:37:37 Opinione di IGLI su "Match Point"
Gran bel film di Woody Allen con un finale a sorpresa.
voto al film: 
2011-12-27 12:29:59 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "Match Point"
Il film parte con il piede giusto nel raccontare (per l'ennesima volta! Dopo Bigas Luna, Carlo Vanzina e gli scrittori minimalisti americani tipo Bret Easton Ellis) la scalata nell'alta società di uno dei tanti fannulloni che non hanno voglia di lavorare ma sono bravi con le parole, soprattutto quando trovano sul loro cammino solo persone deficienti (1/3 degli esseri umani!). Peccato per il finale (veramente ridicolo!) che sembra la parodia delle peggiori opere shakesperiane. Uno degli...
voto al film: 
2011-12-21 02:10:22 Opinione di giuseppedimarco94 su "Match Point"
Metafora spiattellata
voto al film: 
2011-08-01 17:35:42 Opinione di PompiereFI su "Match Point"
La pallina che gira imprevedibilmente sopra il nastro della rete da tennis contiene una simbologia fin troppo chiara, tuttavia vera: l’imprevisto e la buona sorte sono riprodotti in un fermo immagine evidente e insopportabile allo stesso tempo, spartiacque pirandelliano tra felicità e perfida fatalità. Per una volta ideatore di sciagure, Allen prende ispirazione dai drammi di Tennesse Williams, passa da Dostoevskij e approda ai moderni intrecci teatral-filosofici (la...
voto al film: 
2011-03-01 13:44:44 Opinione di Fanny Sally su "Match Point"
Un dramma ambientato negli scenari di una Londra opaca e altoborghese in cui Allen riflette col solito cinismo su fortuna, caso, talento, tradimento, sensi di colpa, successo. Svolgimento un pò piatto, si risolleva nella seconda parte e nel finale tronco.
voto al film: 
2011-02-11 02:05:02 Opinione di Nikito su "Match Point"
Non leggete fino in fondo se mai avete visto questo film. La discussione verte non sull'ineccepibile regia, che poco ha a che fare a proposito del contenuto, ma su quest'ultimo qualcosa avrei da dire. Parecchio si è detto sull'amore in altrettante pellicole, ma il bisogno, dopo oltre un'ora di girato, di sfociare sulla truculenza omicida di un fedifrago immaturo, veramente non la capisco. Tanto ha fatto, il protagonista, per arrivare ad una posizione all'interno di una famiglia...
voto al film: 
2011-02-10 19:35:31 Opinione di contemalfido su "Match Point"
Woody Allen mi è sempre parso sgradevolmente manierato, la caricatura di un cineasta. Qualcuno può dirmi perché ha fatto questo film? Un tardivo omaggio a Hitchcock? Che però non era scontato e noioso.
voto al film: 
2011-01-16 20:16:40 Opinione di Snaporaz68 su "Match Point"
Film drammatico, con qualche risvolto tragico (sottolineato dalla musica di Verdi) e pochi accenni più sarcastici che comici. Ben sceneggiato e con alcuni momenti veramente notevoli (il primo rapporto tra Nola e Chris in mezzo a un prato, la scena dell’incontro tra i due amanti al Tate Modern, il senso di colpa dostoevskiano che si materializza in fantasmi, il finale molto meno consolatorio di quanto si possa pensare). Fa terribilmente sul serio Woody come se l’età...
voto al film: 
2010-12-23 15:50:07 Opinione di AIDES su "Match Point"
La critica si è innamorata di questo film, accattivante come una lussuosa vetrina da boutique, preciso e diretto come un aforisma di Wilde. C'è chi invece è rimasto deluso dall’ennesima prova di adeguamento ai soliti canoni di produzione da parte di un nome che fino a qualche anno fa si distingueva con invidiabile nonchalance. Personalmente riterrei che la situazione sia più problematica, e che forse la soluzione stia nel mezzo. Un film d’autore a...
voto al film: 
2010-08-26 15:55:48 Opinione di barabbovich su "Match Point"
A 70 anni Allen - dopo essersi appiattito su una commedia diventata orami la maniera di se stessa - trova un impressionante colpo di reni con un film magistrale, a metà tra melò e giallo, di impronta molto classica. Hitchcock va a braccetto con Bergman, la lucida ironia con cui il regista newyorchese ci regala il suo punto di vista sul ruolo del caso usando la metafora del tennis si coniuga con un finale memorabile e per nulla consolatorio.
voto al film: 
- negative [28]
- sufficienti [26]
- positive [162]
- leggi tutte le opinioni




























