Match Point (2005)
Con Scarlett Johansson, Jonathan Rhys-Meyers, Brian Cox, Emily Mortimer, James Nesbitt, Geoffrey Streatfield, Penelope Wilton, Matthew Goode, Alexander Armstrong, Simon Kunz, Miranda Raison, Rose Keegan, Ewen Bremner, Steve Pemberton, Rupert Penry-Jones, Margaret Tyzack
La trama
Inghilterra. Un insegnante di tennis dà lezioni ad alcuni membri di una famiglia agiata. Scopre così le abitudini dell'alta società britannica e ben presto si innamora di una giovane donna...
Woody Allen ormai dirige con una semplicità magistrale: qualche carrello per strada, campi e controcampi, accenni di zoom sui volti in un paio di momenti psicologicamente determinanti, un’esemplare sequenza in montaggio alternato. Una “pulizia” alla quale corrisponde una visione sconfortante e lucidissima dei rapporti umani.
La recensione di FilmTv
Di Emanuela Martini - FilmTV n. 2/2006
Sesso, denaro e affari: intorno a loro ruota il mondo del bellissimo, ultimo film di Woody Allen. Dove un giovane tennista tenta la scalata alla buona società
L'opinione più votata
Di PompiereFI scritta il 01/08/2011 - utile per 16 utenti
Voto al film: 
Per una volta ideatore di sciagure, Allen prende ispirazione dai drammi di Tennesse Williams, passa da Dostoevskij e approda ai moderni intrecci teatral-filosofici (la fortuna conta più dell’abilità). E racconta di un protagonista che legge “Delitto e castigo” mentre si conforma a quelle che sono le leggi per entrare nell’alta società: accondiscendenza artefatta, gusto per i vini e gli oggetti di lusso, tenute di campagna dove trascorrere i week end, esercitazioni di tiro al piattello come fossero divertenti giochi di società, arrampicate da un posto di lavoro all’altro, ogni volta caricandosi di maggiori e claustrofobiche responsabilità.
La domanda è: fin dove ci si può spingere per difendere l’acquisita avidità? E se ciò richiedesse l’uccisione di qualcuno? Si potrebbe, dopo, vivere impuniti senza il raccapriccio di vedere la coscienza macchiata per sempre? La misura del pensiero alleniano non tratta di disfattismo vero e proprio. Piuttosto di una filosofia, magari un po’ spicciola, che tuttavia riscatta la scommessa del regista in una mirabile sospensione di giudizio conferendo allo spettatore un onere lancinante.
Scetticismo di livello eccellente, che probabilmente supera in accuratezza e distacco i personaggi di “Crimini e misfatti”. In “Match Point” l’assillo delle caratterizzazioni psicologiche è penetrante e totale. Ti prende alla gola durante quegli istanti di istintiva o calcolata follia che odora di omicidio e che Allen tira per le lunghe in una suspense quasi insostenibile ricordando i migliori passaggi hitchcockiani. A differenza del Maestro inglese trasferitosi in USA, dove ha girato i suoi film migliori, Woody compie il tragitto inverso per affrancarsi da sceneggiature tiratissime e ardue, diffondendo per una volta una scrittura distesa. Ottimo esito per un autore che si è assunto il peso di una prova a tutto campo, senza appellarsi alle abituali doti di commediante.
Visto che uno dei contenuti principali della sceneggiatura comprende lo splendore di volti e cose, che coprono imbrogli e azioni terribili, la scelta degli attori ha dovuto virare verso il fascino. A parte i bravissimi Emily Mortimer (nel ruolo di Chloe), Brian Cox e Penelope Wilton (i suoi genitori), si è puntato sulla freschezza della gioventù, chiamando a corte il non memorabile ma essenziale Jonathan Rhys-Meyer (Chris) e la sirena incantatrice interpretata da Scarlett Johansson (Nola), questi ultimi ineccepibili nell’acquisire clemenza dal pubblico. Nel film si racconta che Chris, nel ruolo del maestro di tennis, è stato professionista e ha giocato con Tim Henman. Ma a vederlo scambiare da fondo, difficilmente possiamo pensare che sia superiore a un qualsiasi giocatore della domenica.
Pur staccandosi dall’orticello newyorkese e dai suoi infiniti ed eccitabili ideologi, Woody Allen inscena una pellicola molto appagante e spedita, nonostante la novità della durata (si superano di poco le due ore) e di alcune sequenze particolarmente sensuali. Restano i luoghi frequentati dai personaggi: mostre, ristoranti e teatri. Privi però di troppi tocchi brillanti, in una Londra quasi sempre grigia o piovosa.
Donizetti, Verdi, Rossini e Bizet conciliano la curiosità dello sguardo alleniano con il dramma sentimentale e, tramite una serie di arie d’opera assemblate perfettamente, tratteggiano la famiglia benestante presa a modello con le sue smancerie di finte intese e ostili agitazioni.
- negative [28]
- sufficienti [25]
- positive [166]
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26 maggio 2012 Opinione di Baliverna su "Match Point"
Proprio bello questo film di Woody Allen, che ritrova lo stile e le capacità dei suoi tempi migliori. Il regista di Manhattan dirige con mano fermissima e stile sobrio, direi anche essenziale, e con una notevole capacità di tagliare una scena nel momento migliore. Aggiungo anzi che parte del fascino del film sta proprio nel montaggio, cioè sia nella durata di certe scene che negli stacchi tra una e l'altra. Ve ne sono certe di pochi secondi e senza dialoghi, che comunque dicono molto su...
voto al film: 
4 maggio 2012 Opinione di Carlo Ceruti su "Match Point"
Sicuramente uno dei migliori film di Woody Allen dell'ultimo decennio. La storia tratta di un ragazzo come tanti, che sposa la figlia di un ricco ed aristocratico inglese ed improvvisamente ha tutto ciò che può desiderare, ma rischia di perdere quello che ha conquistato per colpa di una relazione extraconiugale. Le cose sembrano precipitare quando l'amante vuole trasformare la relazione sessuale in qualcosa di più serio. Ce la farà il ragazzo ad uscirne fuori? Attraverso questa vicenda,...
voto al film: 
29 febbraio 2012 Opinione di steno79 su "Match Point"
Bello. Probabilmente il miglior film di Allen nel decennio 2000-09. Un "racconto morale" (che si rifà a Dostojevskij più che a Rohmer) sull'ambizione come molla dell'esistenza, che si trasforma facilmente in cupidigia e avidità, e sui limiti imposti all'agire umano da un caso beffardo e capriccioso, un Destino cieco come nei film di Kieslowski, che però avrà pietà del protagonista nel suo momento di massimo bisogno. L'ambientazione londinese porta una ventata di aria fresca...
voto al film: 
7 febbraio 2012 Opinione di giorgiobarbarotta su "Match Point"
Una pallina e un anello danzano nell'aria, contesi dalla sorte: la sintesi dell'ennesimo ottimo film di Allen è tutta qui, vedere per credere. Il resto è regia sapiente, sceneggiatura oliata efficace e accattivante, fotografia londinese scelta e moderna, facce volti corpi e interpretazioni all'altezza e un intreccio di trhiller e commedia (poca rispetto a quanto ci ha abituato il maestro newyorkese) caustica e per nulla accomodante. Dell'arrivismo e avidità. Tirato e avvincente.
voto al film: 
15 gennaio 2012 Opinione di IGLI su "Match Point"
Gran bel film di Woody Allen con un finale a sorpresa.
voto al film: 
27 dicembre 2011 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "Match Point"
Il film parte con il piede giusto nel raccontare (per l'ennesima volta! Dopo Bigas Luna, Carlo Vanzina e gli scrittori minimalisti americani tipo Bret Easton Ellis) la scalata nell'alta società di uno dei tanti fannulloni che non hanno voglia di lavorare ma sono bravi con le parole, soprattutto quando trovano sul loro cammino solo persone deficienti (1/3 degli esseri umani!). Peccato per il finale (veramente ridicolo!) che sembra la parodia delle peggiori opere shakesperiane. Uno degli...
voto al film: 
1 agosto 2011 Opinione di PompiereFI su "Match Point"
La pallina che gira imprevedibilmente sopra il nastro della rete da tennis contiene una simbologia fin troppo chiara, tuttavia vera: l’imprevisto e la buona sorte sono riprodotti in un fermo immagine evidente e insopportabile allo stesso tempo, spartiacque pirandelliano tra felicità e perfida fatalità. Per una volta ideatore di sciagure, Allen prende ispirazione dai drammi di Tennesse Williams, passa da Dostoevskij e approda ai moderni intrecci teatral-filosofici (la...
voto al film: 
1 marzo 2011 Opinione di Fanny Sally su "Match Point"
Un dramma ambientato negli scenari di una Londra opaca e altoborghese in cui Allen riflette col solito cinismo su fortuna, caso, talento, tradimento, sensi di colpa, successo. Svolgimento un pò piatto, si risolleva nella seconda parte e nel finale tronco.
voto al film: 
11 febbraio 2011 Opinione di Nikito su "Match Point"
Non leggete fino in fondo se mai avete visto questo film. La discussione verte non sull'ineccepibile regia, che poco ha a che fare a proposito del contenuto, ma su quest'ultimo qualcosa avrei da dire. Parecchio si è detto sull'amore in altrettante pellicole, ma il bisogno, dopo oltre un'ora di girato, di sfociare sulla truculenza omicida di un fedifrago immaturo, veramente non la capisco. Tanto ha fatto, il protagonista, per arrivare ad una posizione all'interno di una famiglia...
voto al film: 
- negative [28]
- sufficienti [25]
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